Carabinieri Piacenza | ‘Montella aggredì mia madre e mio padre anziani’

Situazione Carabinieri Piacenza, parla una delle vittime della banda dei militari infedeli. “Montella si scagliò contro i miei genitori indifesi”.

carabinieri Piacenza
Soprusi carabinieri Piacenza parla un testimone Foto dal web

Il caso dei carabinieri di Piacenza, corrotti fino al midollo e che facevano quello che poteva garantire loro il massimo profitto anche andando contro la legge, si arricchisce di nuovi particolari. Un testimone caduto vittima dei militari infedeli riferisce di una aggressione perpetrata ai danni della madre.

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“Proprio Giuseppe Montella (additato come il capo della banda, n.d.r.) aggredì mia madre. Entrarono in casa mia per cercare della droga ed anche io venni colpito. Il Montella però se la prese anche con mamma, strattonandola con forza”. Assieme a questo individuo ce ne sarebbero altri tre vittima dei soprusi dei carabinieri di Piacenza appartenenti alla caserma ‘Levante’ ed attualmente tutti in carcere. Questo testimone è attualmente in carcere per effettivi e riconosciuti reati di droga, con le manette scattate il 3 aprile 2020. Ma sembra che Montella abbia trattenuto per sé 362 grammi di marijuana del chilo e mezzo in totale ritrovato.

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Carabinieri Piacenza, il testimone: “I soprusi di Montella e soci erano inarrestabili”

Questa droga sottratta illecitamente ha rifornito poi alcuni spacciatori che utilizzavano i carabinieri corrotti come referenti. Con Montella, nella circostanza descritta dal testimone c’erano anche Salvatore Cappellano e Giacomo Falanga. “Mi arrestarono mentre ero al lavoro. Richiesi un avvocato ma mi dissero che non ce n’era bisogno, ed in casa mia fracassarono tutto, anche quadri e cristalli”. Il tutto con atteggiamenti intimidatori e violenza sia fisica che verbale. “Sono stati violenti anche con mio padre cardiopatico, nonostante le mie raccomandazioni”. E sempre il testimone si mostra consapevole del fatto che in tribunale nessuno gli avrebbe mai creduto. “A Piacenza si usa così, gli abusi di potere dei carabinieri erano un qualcosa che non poteva essere fermato”.

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