Matilde Borin, mamma Elena: “Voglio giustizia per la mia bambina”

A 15 anni di distanza dalla morte della piccola Matilde Borin, mamma Elena Romani chiede giustizia e si lamenta per l’ennesimo rinvio del processo.

Nel 2005 la piccola Matilde Borin, bimba di appena 23 mesi, accusa una malore e muore in ospedale. Inizialmente i medici pensano si tratti di un malore fatale, ma l’autopsia mostra una verità decisamente differente: la bimba aveva fegato e milza spappolati, probabilmente a causa di un violento calcio ricevuto. In casa quel giorno c’erano solamente la madre, Elena Romani, ed il compagno Antonio Cangialosi.

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L’attenzione degli investigatori si è concentrata inizialmente sulla madre, all’epoca 31enne, e dopo le indagini primarie è stata formulata un’accusa a suo carico che ha portato ad un’incarcerazione cautelativa. Il processo a suo carico, però, si è risolto con un’assoluzione per mancanza di prove. Successivamente gli inquirenti hanno rivisto la posizione del compagno, trovando che nella sua deposizione ci fossero delle incongruenze. Anche in questo caso, però, non sono state trovate delle prove decisive e si è giunti all’assoluzione in primo e secondo grado.

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Matilde Borin, mamma Elena: “Voglio giustizia”

Al termine dell’udienza di secondo grado, in cui gli stessi magistrati hanno ammesso la sconfitta della macchina giudiziaria nell’assenza di prove che conducano alla verità, i legali di Elena Romano hanno fatto ricorso in Cassazione. L’udienza per il processo era fissata per questo aprile, ma a causa del Covid è stata rinviata a dopo la fine dell’emergenza sanitaria. Nei giorni scorsi è giunta la notizia che l’udienza è stata fissata per l’aprile del 2021 e dunque che c’è stato un altro rinvio.

Il settimanale ‘Giallo‘ ha raccolto il disappunto di Elena Romani per questo rinvio: “E’ assurdo un rinvio così lungo. Come posso arrendermi all’idea che si rimandi di dare giustizia a mia figlia? Non posso! Noi familiari non ci arrendiamo”. La donna poi si lamenta di come sono state gestite le indagini: “Cosa devo pensare dopo così tanti anni? Che la giustizia non arriverà mai per la mia bambina… Proprio in questi giorni Matilda avrebbe compiuto 17 anni. Hanno indagato solo da una parte ed hanno sbagliato tutto”.

Uno dei suoi avvocati, Tiberio Massironi, chiede alla Cassazione un modo per coprire i vuoti investigativi: “Il vizio è stato in origine. Ci doveva essere un unico processo per entrambi”, esordisce l’avvocato per poi aggiungere: “La Cassazione deve dirci cosa si può fare adesso per coprire quei buchi investigativi e arrivare alla verità“. Sul possibile colpevole infine, il legale aggiunge: “Una cosa è certa: la mamma, quando è uscita fuori 3 minuti per stendere i panni, aveva visto Matilda viva sul tavolo che giocava con il Cangialosi… Poi lui l’ha chiamata urlando che Matilda stava male”.