Il vescovo anti apartheid: “Black Lives Matter non è antirazzista”

Dalla lotta anti apartheid alle critiche al Black Lives Matter del cardinale sudafricano: “Non è antirazzista ed è contro la famiglia”.

(PHILIP DAVALI/Ritzau Scanpix/AFP via Getty Images)

Ha conosciuto l’apartheid ed è stato in prima linea nella lotta: lui è il cardinal Wilfrid Fox Napier, l’uomo che da vescovo del Sudafrica fece pressione su Giovanni Paolo II perché rinunciasse a un viaggio nel Paese africano. Ebbe anche un ruolo nell’Accordo nazionale di pace del 1991.

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Ora in un’intervista alla Nuova Bussola dice la sua sul Black Lives Matter, il movimento nato dopo l’uccisione di George Floyd e sottolinea come questo abbia rivendicazione “generiche” e di non capire in che modo intenda quindi combattere nel concreto il razzismo.

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Le critiche del cardinale al Black Lives Matter

(FREDERIC J. BROWN/AFP via Getty Images)

Critiche davvero molto dure le sue: “Combattere il razzismo dell’apartheid significava combattere un sistema politico che poteva essere identificato, del quale era facile mostrare le circostanze in cui danneggiava le persone”. Per tale ragione, per combattere il razzismo bisognerebbe a suo avviso partire dalla famiglia e dai piccoli gesti quotidiani. Famiglia che – a suo dire – il Black Lives Matter vorrebbe distruggere. “Ma non è vero che la famiglia nucleare è l’unico tipo di famiglia che esiste in Occidente”, osserva.

Il cardinale è chiaro: “L’unico modo per affrontare seriamente il problema razzismo è tornare alla Parola di Dio che definisce ciò che siamo. Ad esempio, nella Genesi si dice chiaramente che tutte le vite hanno uguale valore e ogni persona viene creata a immagine e somiglianza di Dio”. Durissimo anche l’affondo contro le potenze occidentali, che intenderebbero “stabilire condizioni per gli aiuti a un determinato gruppo di persone perché ritieni che esse siano troppe”, anche facendo leva sull’ideologia gender.