Paolo Borsellino, chi era l’agente della scorta Emanuela Loi: la prima donna a morire in servizio

Nell’attentato terroristico in cui ha perso la vita Paolo Borsellino sono morti anche gli agenti della scorta, tra questi Emanuela Loi, prima donna a morire in servizio.

La strage di via D’Amelio, insieme a quella di Capaci, è forse il momento più buio della storia della Repubblica. La mafia aveva preso piede all’interno del governo ed un pool di magistrati la stava contrastando allo scopo di eliminare le infiltrazioni mafiose all’interno dello Stato. Sappiamo che l’organizzazione criminale decise di dare un segnale di forza ed eliminare quelli che erano i simboli dello Stato nella lotta alla mafia. Quegli atti di terrorismo hanno fatto comprendere che la mafia siciliana era senza scrupoli e che poteva colpire chiunque.

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Tuttavia quegli eventi hanno permesso una di presa di coscienza da parte della società. In Italia si è compreso che la mafia era un problema reale e grave, che non riguardava esclusivamente la Sicilia, ma tutto il territorio nazionale. Gli eroi di quella lotta sono diventati simboli di rivalsa, esempi da seguire per vincere la paura e combattere le ingiustizie. Tra questi sicuramente c’è Emanuela Loi, giovane agente della scorta di Paolo Borsellino, morta proprio per adempiere al suo dovere.

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Chi era Emanuela Loi

Nata a Cagliari il 9 ottobre 1967, Emanuela Loi segue il sogno della sorella di diventare un’agente di polizia. Dopo aver preso il diploma magistrale, Emanuela entra a far parte del Corpo di Polizia nel 1989 e viene ammessa al 119° corso di formazione della Scuola Allievi di Trieste. Nel 1991, a soli 23 anni, viene trasferita a Palermo e diventa una delle prime agenti donna ad essere assegnata alle scorte.

Nel suo primo anno di servizio a Palermo le viene affidata la scorta dell’Onorevole Sergio Mattarella e quello della Senatrice Pina Grassi. Partecipa inoltre al piantonamento del boss mafioso Francesco Madonia. Nel giugno del 1992, poco dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, Emanuela viene assegnata alla scorta di Paolo Borsellino. L’agente non aveva paura del ruolo affidatole, sebbene sapesse che proprio il magistrato poteva essere il prossimo bersaglio della mafia.

Circa un mese dopo, il 19 luglio del 1992, Emanuela muore nella strage di via D’amelio a soli 24 anni, proprio mentre svolgeva il suo compito. L’agente Loi è stata la prima donna a morire in servizio in Italia. Il suo sacrificio è stato omaggiato dallo Stato con una medaglia d’oro al valore civile postuma. In questi 28 anni le sono state intitolate scuole, vie e piazze. Le sue gesta eroiche ed il suo coraggio sono state portate su schermo in diversi film che ricordano la strage in cui perse la vita.