Tumore Gianluca Vialli, 17 mesi di chemioterapia: “Non volevo morire prima dei miei genitori”

Tumore Gianluca Vialli, 17 mesi di chemioterapia: “Non volevo morire prima dei miei genitori”. La toccante confessione dell’ex calciatore. 

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Parla Gianluca Vialli sul tumore che lo ha colpito (viagginews.com)

Pochi giorni fa Gianluca Vialli, ex calciatore, allenatore e opinionista televisivo, oggi nello staff della nazionale italiana di Roberto Mancini, ha compiuto 56 anni.

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E’ stata questa l’occasione per mettere un punto al suo calvario attraversato con grande coraggio. Vialli ha avuto un tumore al pancreas e si è dovuto sottoporre ad operazioni chirurgiche e lunghe cure per provare a sconfiggerlo.

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Ecco le sue toccanti parole affidate al tabloid inglese Daily Mail: “Lo dico sottovoce ma sono felice. A dicembre ho terminato diciassette mesi di chemioterapia ed ora sto bene. La mia malattia è stata un viaggio, un percorso di introspezione. Ovviamente ne avrei fatto volentieri a meno, però è successo e io l’ho presa come un’opportunità”.

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Il messaggio commovente di Vialli ai suoi genitori

Poi il passaggio commovente sui genitori: “La malattia è stata difficile. Ma la famiglia è stata fondamentale. In tutti i sensi. Mio padre ha 90 anni e mia madre 85. Mi considero molto fortunato di avere ancora entrambi. Ma ora che anche io sono genitore, so che non può esserci un dolore più grande di perdere un figlio. Ed ho fatto una promessa, non volevo che accadesse a loro. Ovviamente voglio vivere il più a lungo possibile, ma soprattutto non volevo far passare a loro questo dolore”. 

Il lungo cammino di Gianluca Vialli

“È stato un obiettivo che mi sono posto – spiega l’ex attaccante della Sampdoria – sopravvivere ai miei genitori. È stata una cosa buona per loro e un obiettivo per me, qualcosa da raggiungere e che mi desse forza e desiderio di essere ancora più ottimista e di fare qualsiasi cosa pur di rimanere in vita.Una delle cose di cui questa storia mi ha fatto rendere conto è che devo essere più vicino ai miei genitori. Egoisticamente, la mia priorità sono i miei figli. Ma mi metto anche nei panni dei miei genitori. Sono un padre, un marito, ma anche un figlio, quindi devo fare del mio meglio per renderli felici. E prima di avere il cancro non mi sentivo così. È stata un’opportunità per me di rendermi conto anche di questo”.