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Non solo Immuni, le app di tracciamento sono un fallimento globale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:45
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L’app di tracciamento ‘Immuni’ è stata scaricata solo da un cittadino su dieci, ma il fallimento di questi software è a livello globale e non solo italiano.

Per mesi si è parlato dall’app ‘Immuni‘ come dello strumento fondamentale per il tracciamento ed il controllo della diffusione della pandemia di Coronavirus. Tuttavia da quando l’app è disponibile sugli store italiani, i cittadini hanno mostrato una certa ritrosia nello scaricarla ed utilizzarla. In questi giorni ci si è interrogati sul perché lo strumento non sia stato utilizzato dalla maggior parte degli italiani. In parte è per una questione di privacy, sebbene in effetti si tratti di una delle app maggiormente sicure per quanto riguarda il trattamento dei dati sensibili.

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Probabilmente si tratta di un problema di comunicazione, poiché chi sta al governo non gli ha probabilmente dato la giusta rilevanza e chi avrebbe dovuto spiegarne il funzionamento ha dimostrato di non averlo capito affondo. E allora possibile che si tratti soprattutto di una mancanza di fiducia nelle istituzioni. Ma più banalmente è solo la mancanza di utilità nell’immediato ad aver portato gli italiani a non scaricarla. Immuni, infatti, è uscita in un momento in cui la crisi acuta era stata superata e l’esigenza dell’app è venuta in parte a mancare, almeno dal punto di vista della percezione dei suoi potenziali utilizzatori.

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Immuni non è la sola app ad aver fallito

Alcuni detrattori hanno sostenuto che l’app Immuni fosse il problema. In realtà il lavoro svolto sembra essere eccellente, tanto che il Mit di Boston ha lodato il lavoro svolto dandogli 5 stelle. Inoltre c’è da considerare il fatto che nel resto del mondo la situazione non è tanto diversa. In quasi tutti i Paesi infatti il rapporto di cittadini che utilizzano le app di tracciamento è di 1 su 10. Dato che si presenta invariato persino in India, dove l’utilizzo dell’app è stato posto come obbligatorio.

In occidente l’unico Paese che presenta un numero maggiore di utilizzatori è la Germania, dove l’app di tracciamento è utilizzata da una persona su cinque. Si tratta dunque di un fallimento su scala globale, ma non è detta l’ultima parola. Nei prossimi mesi, infatti, potrebbe presentarsi una seconda ondata ed è probabile che in quel caso i cittadini sentano l’esigenza di sapere se le persone che ha intorno sono affette da Covid. In ogni caso si tratta di uno strumento fatto, finito e funzionante che in un futuro potrebbe tornare molto utile.