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Stato di emergenza | il Governo lo estende per tutto il 2020 | cosa succede

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:50
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Decisione che sa di atto dovuto quella del Governo Conte di estendere fino al 31 dicembre 2020 lo stato di emergenza in vigore in Italia già da gennaio.

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Il Governo proroga lo stato di emergenza fino a fine 2020 FOTO Getty Images

Il Governo ha prorogato lo stato di emergenza per la lotta al Coronavirus, estendendo la cosa fino al 31 dicembre 2020. Già da gennaio fino proprio all’inizio di luglio tale condizione aveva rappresentato la norma. Proprio per potere avere più margine di manovra nel cercare di arginare la diffusione del virus.

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Si tratta quindi di una sorta di atto dovuto, che ha anche lo scopo di fare capire ai cittadini che non bisogna abbassare la guardia. Nel novero delle iniziative che verranno prese, ci sarà anche il divieto di sbarco in Italia per le persone che provengono da alcuni Paesi a rischio. È il caso del Bangladesh, i cui abitanti non possono atterrare su suolo italiano per i prossimi giorni, come disposto dal Ministero della Salute. Questo a causa di alcuni focolai esplosi in particolar modo a Roma e dintorni e che hanno coinvolto in maniera importante diversi bangladesi.

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Stato di emergenza, i Paesi ai quali l’Italia ha vietato l’ingresso

Di seguito la lista dei Paesi in provvisoria ‘lista nera’ ed i cui abitanti non possono toccare il suolo italiano.

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Kuwait
  • Oman
  • Bosnia Erzegovina
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Brasile
  • Cile
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Per chi arriva dagli Stati Uniti ci sarà l’obbligo di restare per 14 giorni in quarantena. Tra le altre misure che verranno disposte dal nuovo stato di emergenza figura anche la proroga di divieto di apertura per le discoteche che dispongono di soli spazi chiusi. Qualora l’epidemia – che è ancora in corso – dovesse aggravarsi, lo stato di emergenza permetterà di potere prendere i provvedimenti già attuati da marzo a maggio con il lockdown. Quindi obbligo di circolare solo in caso di necessità, di non lasciare Regioni ed anche Comuni di appartenenza, di indossare le mascherine e di mantenere il distanziamento sociale. Questo, come detto, solo se il numero dei contagi dovesse tornare drammaticamente a salire.

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Potranno essere presi i provvedimenti che già conosciamo

Martedì 14 luglio il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrerà la situazione in Parlamento. Il Governo pensa di abolire l’utilizzo dei guanti, che addirittura potrebbe risultare controproducente in alcuni casi, e non proteggere dal virus. Resterà l’obbligo di indossare mascherine al chiuso, qualora non sia possibile mantenere almeno un metro di distanza dagli altri. Ed i luoghi chiusi andranno ancora sanificati  più volte al giorno. Permarranno anche i dispenser di gel igienizzante e la misurazione della temperatura corporea all’ingresso dei negozi ed anche degli uffici.

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Sulle discoteche potranno decidere le Regioni

Nei locali pubblici poi andranno rilasciate le proprie generalità. E ciò allo scopo di potere essere rintracciabili in caso di positività al Covid. Riguardo alle discoteche, per una riapertura se ne riparlerà per inizio agosto. Ma pare che possa essere data piena autonomia alle Regioni in tal senso. Ovviamente le stesse se ne assumeranno la più totale responsabilità. Va detto che evitare gli assembramenti resta una prerogativa indispensabile per arginare il virus. Anche in quest’ottica si discute sulla possibilità di consentire o meno, e con quali modalità, lo svolgimento di sagre di paese, feste, fiere e simili.