Michael Jackson | prima di morire temeva che volessero ucciderlo | FOTO

La pop star Michael Jackson scriveva un diario dal quale, nelle ultime fasi della sua vita, emergono timori e forti paranoie e preoccupazioni.

Michael Jackson
Il diario di Michael Jackson fa venire fuori diverse cose eclatanti FOTO Getty Images

Michael Jackson aveva paura che qualcuno stesse cercando di ucciderlo. Un timore espresso anche prima della sua morte, avvenuta il 25 giugno 2009. Questa preoccupazione da parte del re del pop giunge da alcuni estratti carpiti dal diario che periodicamente il classe 1958 era solito aggiornare.

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L’amatissima pop star temeva di potere essere distrutto da persone cattive che avrebbero speculato sul suo catalogo musicale e la cui rovina avrebbe in qualche modo giovato economicamente a questi non meglio precisati soggetti. Purtroppo questo timore si era trasformato in una vera e propria paranoia negli ultimi tempi. Uno degli ultimissimi passaggi scritti da Michael Jackson riporta la seguente, chiarissima frase. “Temo che qualcuno stia cercando di uccidermi. Ci sono persone malvagie ovunque. Vogliono distruggermi e prendere la mia casa editrice. Il sistema vuole uccidermi per il mio catalogo, che io non metterò mai in vendita”. Invece in altre parti, lui stesso racconta di come volesse provare ad intraprendere anche la carriera di attore e di suonare a Las Vegas. Con in particolare il sogno di emulare Charlie Chaplin e Walt Disney, due nomi che rimarranno per sempre nel firmamento della settima arte.

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Michael Jackson, dal suo diario emerge una grossa paranoia: “Vogliono uccidermi”

Anche per quanto riguarda obiettivi più concreti, l’aspirazione di Michael era quella di arrivare a guadagnare 20 milioni di dollari a settimana, magari suonando negli spettacoli del Cirque du Soleil, stringendo accordi commerciali con grosse multinazionali e recitando a Hollywood. Proprio quella di recitare rappresentava una vera e propria missione. “Se non diventerò attore, non sarò mai immortale”, scriveva Michael Jackson. Il suo diario mostra anche un certo rapporto di diffidenza che il cantante aveva con diversi suoi manager e consulenti, che a suo avviso continuavano ad approfittarsi di lui. Voleva riprendersi il controllo dei suoi beni. In particolare Jacko sospettava del suo manager, Tohme R. Tohme, scrivendo sempre sul diario di non volerlo né nei suoi viaggi in aereo né come ospite in casa sua.

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La morte avvenuta nel tempo per i troppi farmaci assunti

Viene menzionato anche il dottor Conrad Murray, medico personale di Jackson, che gli prescrisse i sedativi che però avrebbero provocato la morte di Michael Jackson. “Deve fare in modo che io abbia più energie”. Il dottor Murray veniva pagato centomila dollari al mese per presiedere la salute della pop star. La quale spendeva ogni mese migliaia di dollari in sedativi ed altri tipi di farmaci. Esagerare con questi medicinali ha però avuto un risvolto tragico. Oggi la morte dell’artista non viene vista come un suicidio bensì come una sorta di lento ma inesorabile percorso causato dall’avere consumato grossi quantitativi di farmaci legali nel tempo. Di tutto questo se ne parla in un libro, che affronta anche il delicato argomento dei presunti rapporti con dei bambini avuti da Michael Jackson. Nel novembre del 2003 alcuni poliziotti fecero irruzione nel suo sterminato ranch chiamo ‘Neverland’, nella Contea di Santa Barbara, in California.

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In un libro si parla anche della controversa accusa di abusi su minori

Questo dopo che emersero delle accuse di presunti stupri su minori a carico del cantante. Vennero sequestrati computer, fotografie, videocassette segrete, riviste pornografiche e medicinali. Il libro in questione riporta che parecchio materiale ritraeva bambini e giovani adulti in varie fasi intime. Le autorità credevano che materiale del genere potesse essere stato usato da Michael per desensibilizzare i bambini. E stando a quanto riferito, la polizia avrebbe sequestrato in quella occasione anche una borsa di Disneyland contenente abiti per bambini e biancheria insanguinata. Nel 2005 Michael Jackson venne prosciolto da ogni accusa, ma nel 2019 due presunte vittime hanno parlato di violenze carnali subite a Neverland per diversi anni quando erano giovanissimi.