Le rimuovono l’appendice per sbaglio: “Dopo 6 giorni ero quasi morta”

“Sono stata sottoposta a un intervento chirurgico non necessario per rimuovere la mia appendice e sono quasi morta sei giorni dopo”: ecco l’agghiacciante confessione di Hattie Gladwell. 

Hattie Gladwell aveva accusato un dolore lancinante prima di recarsi in ospedale, dove i medici le hanno asportato per errore l’appendice. Solo in un secondo momento si è scoperto che il problema era all’intestino. Oggi, dopo un secondo intervento chirurgico di emergenza, ha una stomia, cioè una sacca per espellere artificialmente i rifiuti intestinali.

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La disavventura con l’appendice di Hattie Gladwell

“Mi è stata rimossa erroneamente la mia appendice quando sono stata ricoverata in ospedale nel gennaio 2015. Sei giorni dopo sono quasi morta”, racconta senza tanti preamboli Hattie Gladwell, giovane giornalista inglese, che allora aveva 19 anni. “Si è scoperto che in realtà soffrivo di colite ulcerosa, una forma di malattia infiammatoria intestinale – ma solo dopo un doloroso calvario”.

“Mi ero ammalata drasticamente in fretta – ricorda Hattie -, sperimentando una serie di sintomi insoliti per tutto il 2014. Stavo perdendo una quantità eccessiva di peso nonostante mangiassi normalmente, ero regolarmente stitica e ho avuto alcuni episodi di crampi addominali gravi. Ho anche avuto un forte sanguinamento rettale nei servizi igienici di lavoro, con il sangue che gocciolava lungo la parte posteriore delle mie gambe”.

Ogni volta che è andata dal medico Hattie si è sentita dare spiegazioni rassicuranti: erano solo disturbi momentanei o effetti collaterali delle mestruazioni. Tanto più in passato aveva sofferto di disturbi alimentari. “Mi sono sentito ignorata, abbandonata e come se non fossi ascoltata o presa sul serio”. Ma la situazione è diventata sempre più grave. Fino a quando “mia madre mi ha trovato raggomitolata sul pavimento, mentre trattenevo lo stomaco in un dolore lancinante”.

Dopo la corsa in ospedale Hattie vedeva le stelle e piangevo per il dolore. E’ stato allora che si è deciso di sottoporla a un intervento chirurgico di emergenza per rimuoverle l’appendice. “Mi sono svegliato con lo stomaco coperto da piccole bende. Mi hanno detto che l’intervento era andato bene e che sarei stata presto a casa. Mi sentivo sollevata, ma stavo ancora malissimo”.

Invece di migliorare, però, le sue condizioni sono peggiorate. Nemmeno la morfina funzionava come antidolorifico. “Il sesto giorno di quella settimana, un sabato, stavo sdraiata nel letto d’ospedale quando ho iniziato a urlare mentre un rumore sinistro veniva dal mio stomaco. Non avevo mai sentito nulla del genere. Sono stato portata di corsa in ospedale per un altro intervento chirurgico. Tre ore dopo mi sono svegliata con una stomia”.

“Non dimenticherò mai e poi mai l’agonia che ho provato quel giorno, sia fisicamente che mentalmente – conclude la poveretta -. Pensavo che la mia vita fosse stata capovolta. Non potevo nemmeno sopportare di guardarmi allo specchio. Ogni volta che l’ho fatto ho pianto. Si è scoperto, col senno di poi, che avevo sofferto di colite ulcerosa, una forma di malattia infiammatoria intestinale. Il rumore sinistro era la perforazione dell’intestino. Ero così gravemente malata che hanno dovuto rimuovere l’intero intestino crasso”. E da allora, purtroppo, la sua vita non è stata più la stessa. “E’ stata l’esperienza più traumatica della mia vita, e sarebbe potuta andare diversamente se non mi avessero a tal punto trascurato”.

EDS