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Test visivo: vaso o volto? Perché ognuno di noi ha percezioni differenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:13
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Il test visivo del vaso di Rubin ci svela come ognuno di noi ha una percezione differente del reale: voi cosa vedete: un vaso o dei volti?

I test visivi servono in psicologia a comprendere in parte la percezione del reale che ha il soggetto analizzato. Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 si è formata un’intera corrente psicologica basata proprio sull’astrazione e la percezione di immagini. In base alle immagini si voleva cogliere dei risultati differenti ed in quella che vi proponiamo oggi  l’intento era quello di dimostrare che non tutti percepiamo ciò che ci si pone di fronte allo stesso modo.

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Stiamo parlando del ‘Vaso di Rubin‘, un’immagine ideata dallo psicologo danese Edgar Rubin nel 1915. Nel disegno possiamo vedere alternativamente due volti neri su sfondo bianco o un vaso bianco su sfondo nero. L’immagine è creata in modo tale da non avere contorni netti che permettano di capire immediatamente quale sia lo sfondo, inoltre entrambe le immagini sono dotate di un colore materiale, al fine di non dotare l’una o l’altra di una differente posizione prospettica. Il vaso ed i volti non sono caratterizzati, inoltre, da una forma che ne aiuti l’immediata delineazione. A contribuire all’illusione, infine, c’è la scelta dei colori base, bianco e nero.

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Test del vaso di Rubin: perché non riusciamo a vedere le due immagini contemporaneamente

Osservando l’immagine vi renderete conto di poter vedere sia il vaso che i due profili. Facendo maggiore attenzione capirete che le due figure, tuttavia, possono essere viste solo alternativamente e mai in simultanea. Il motivo è semplice: quando guardiamo l’immagine, il nostro cervello la filtra in base ad una serie di dati che fanno parte della nostra esperienza personale. A quel punto identifichiamo una delle due figure ed il nostro sguardo si focalizza su di essa rendendo il resto automaticamente uno sfondo.

Il test serve a dimostrare come il processo di riconoscimento degli oggetti è filtrato dalla nostra esperienza visiva e dalla nostra percezione del reale. Il vedere prima una figura rispetto ad un’altra è legato ad una questione affettiva: vediamo qualcosa che ci ricorda una situazione emotiva che per noi ha maggiore rilievo rispetto ad un’altra.