Odio e razzismo online, le multinazionali abbandonano Facebook – VIDEO

Sempre più aziende aderiscono alla campagna ‘Stop hate for profit’, boicottando Facebook, accusato di non fare abbastanza per eliminare i contenuti violenti.

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L’onda lunga delle proteste per i diritti civili iniziate dopo la morte di George Floyd si sta abbattendo anche su Facebook e Instagram. Il numero delle aziende che aderisce alla campagna ‘Stop hate for profit‘ e annulla le inserzioni pubblicitarie si allunga giorno dopo giorno. Tra queste ci sono nomi importanti tra cui Starbucks, Coca Cola e Levis. La multinazionale delle bibite ha accusato Facebook di non fare abbastanza per impedire comportamenti scorretti: “Ci aspettiamo una maggiore responsabilità, azioni concrete, e trasparenza”.

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Lo stesso concetto viene espresso anche dalla Levis, nel cui comunicato si legge: “Esprimiamo la nostra preoccupazione per l’incapacità di Facebook di fermare la diffusione di disinformazione e incitamento all’odio sulla sua piattaforma”. Duro anche il comunicato di Starbucks sul quale si legge: “Siamo contro i contenuti d’odio e crediamo che il mondo delle imprese e quello della politica debbano unirsi per realizzare un vero cambiamento”.

Dato il numero di aziende ed il peso specifico di alcune, il danno economico per l’azienda si preannuncia importante. Allo scopo di fermare la diaspora di aziende, Mark Zuckerberg  ha smentito la mancanza d’impegno nel contrastare i fenomeni di odio: “Spendiamo miliardi di dollari ogni anno per mantenere la comunità sicura ed è costantemente al lavoro con esperti esterni per rivedere e aggiornare le nostre policy. Ci siamo sottoposti a una audit sui diritti civili e abbiamo bandito 250 organizzazioni della supremazia bianca da Facebook e Instagram”.

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