Georgette Polizzi: “I lividi non hanno colore”, confessioni dopo Temptation Island

Dopo la partecipazione a Temptation Island, Georgette Polizzi racconta i suoi segreti d’infanzia nel libro “I lividi non hanno colore”.

Il pubblico televisivo ha conosciuto Georgette Polizzi nel 2016, quando la ragazza ha partecipato a Temptation Island insieme al fidanzato Davide Tresse, con cui si è sposata due anni dopo la fine del programma. Del passato della ragazza si è sempre parlato poco, ma Georgette Polizzi, oggi stilista e influencer, prima di diventare una donna di successo ha dovuto sopportare ingiustizie, maltrattamenti e discriminazioni. La ragazza ha confessato di aver avuto un passato difficile e doloroso, che ha deciso di raccontare nel libro “I lividi non hanno colore”, pubblicato da Mondadori Electa. Georgette ha scelto questo titolo per il suo primo libro perché, spiega, “sulla pelle nera i lividi non si vedono, però sono segni che il tempo non può cancellare”.

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Georgette Polizzi, il dolore infantile raccontato nel libro “I lividi non hanno colore”

La prima responsabile di quei lividi, quando Georgette era piccola, è stata sua madre. Lei racconta in una breve intervista pubblicata su Leggo: “Mi ha picchiata fin da piccolissima. Adesso ho capito che era malata, ma quando sei bambina non lo capisci, pensi che quella rabbia sia la normalità, che tutti i genitori reagiscono così per punire i figli quando magari rompono qualcosa, credi di meritarle. A 15 anni sono finita in ospedale e mi hanno allontanata da lei: da quel momento sono cresciuta in una Casa famiglia”. Ma anche fuori di casa, una volta lontana da sua madre, per Georgette la vita è stata difficile. Racconta: “Per strada i compagni di scuola mi facevano cadere, mi tiravano i sassi in testa per il colore della mia pelle. Erano gli anni Ottanta, il razzismo era tanto. Mi sono resa conto di essere diversa a 6-7 anni, stavo malissimo. Probabilmente da lì nasce la mia voglia di rivalsa, di dimostrare agli altri che sapevo fare le cose come loro e forse ancora meglio di loro”. Ma il razzismo c’è ancora, spiega Georgette, che commenta anche il movimento #BlackLivesMatter in Italia: “Prendere posizione contro il razzismo fa moda, fa tendenza, e credo che tutti i post sulla morte di George Floyd siano state soltanto forme di esibizionismo”.

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