Covid-19, professor Remuzzi: “Il Virus non si è indebolito, la malattia è cambiata”

Ospite di ‘Live non è la D’urso’, il professore Remuzzi ha smentito l’indebolimento del virus, ma ha confermato che la malattia che causa è cambiata.

Da settimane si dibatte sull’indebolimento del Covid-19 e del Sars Cov 2. Ci sono stati studiosi che hanno sostenuto che la malattia clinica si è indebolita ed altri che hanno parlato di un indebolimento del virus stesso. Questa seconda ipotesi è stata quella maggiormente contestata dalla comunità scientifica. Allo stato attuale di ricerca, infatti, non vi sono prove concrete per attestare che vi siano state delle mutazioni genetiche che hanno condotto ad un indebolimento dello stesso.

Leggi anche ->Coronavirus, l’annuncio di Ricciardi: “Il vaccino a medici e anziani”

Nell’ultima puntata di ‘Live non è la D’Urso‘, la conduttrice ha voluto chiedere delucidazioni a riguardo al Professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’istituto Mario Negri. L’esperto ha immediatamente chiarito: “Noi abbiamo una famiglia di virus e non uno solo. Il virus non si è indebolito è sempre quello, ci sono tante mutazioni e possono essere o neutre o sfavorevoli all’uomo”. Il professore spiega come una di queste mutazioni sfavorevoli riguardi la capacità del virus di infettare più cellule contemporaneamente.

Leggi anche ->Coronavirus, Le Foche avvisa: “Seconda ondata a dicembre”

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Remuzzi: “La malattia è cambiata”

Se il virus non si è indebolito ed è rimasto sostanzialmente lo stesso, ciò che sembra essere cambiata è la malattia che genera. Questo lo sottolinea lo stesso professor Remuzzi che continuando la sua risposta dice: “è cambiata la malattia. Non abbiamo più pazienti in ospedale, questo non dipende dal virus ma da qualcos’altro che ancora non sappiamo”. Fintanto che non ci saranno certezze su questo cambiamento e non si capirà da cosa è dovuto, non bisogna abbassare la guardia: “Dobbiamo continuare a proteggerci con mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani. Il virus probabilmente circolerà per anni ma crediamo che raggiungerà talmente tante persone che non farà più danni”.