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Alex Zanardi, storia del suo gravissimo incidente: cosa accadde

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:30
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Il 15 settembre 2001, a pochi giri dal termine di una corsa sul circuito del Lausitzring, Alex Zanardi fu vittima di un terribile incidente. 

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Il 15 settembre 2001 è una data spartiacque nella vita di Alex Zanardi: il terribile incidente del Lausitzring lo portò ad un passo dalla morte e il pilota classe 1966 dovette subire l’amputazione di entrambe le gambe. “Sopravvissi all’incidente con meno di un litro di sangue in corpo”, racconterà poi lui stesso. Ripercorriamo i fatti di quella drammatica giornata-

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Alex Zanardi

Come la vita di Alex Zanardi è cambiata per sempre

Il 15 settembre 2001, dopo un periodo difficile, Alex Zanardi si presentò motivato e fiducioso all’appuntamento europeo del Lausitzring. Le qualifiche non vennero disputate a seguito di un violento acquazzone e la griglia fu determinata in base alla posizione in campionato. Nonostante partisse ventiduesimo, il pilota riuscì a recuperare posizione su posizione, portandosi al primo posto. A 13 giri dalla fine, però, dopo aver compiuto la sua ultima sosta, uscendo dai box, dopo aver tolto il limitatore di giri, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura. La causa fu a quanto pare la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita.

Dopo un testacoda, la vettura di Alex Zanardi si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità i colleghi Patrick Carpentier e Alex Tagliani. Il primo riuscì a evitare lo scontro, il secondo no e l’impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente quella del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la Reynard Honda.

L’intervento dei soccorsi fu immediato, ma Alex Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva di fatto provocato l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori e il pilota rischiò di morire dissanguato. Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico della CART, “tappò” le arterie femorali, in un estremo tentativo di fermare la grave emorragia.

Dopo aver ricevuto l’estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica, Alex Zanardi venne caricato sull’elicottero e condotto all’ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per 4 giorni. Lì gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio destro, irrimediabilmente compromesso. Dopo 6 settimane di ricovero e una quindicina di operazioni, Zanardi poté lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione, nel quale ebbe un ruolo fondamentale Claudio Costa, medico del motomondiale. E, come sappiamo, grazie alla sua forza, alla sua determinazione e al suo coraggio, Zanardi ha saputo rimettersi ben presto “in pista”, diventando un esempio per tutti.

EDS

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