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Minneapolis | spari su una giornalista dalla polizia | VIDEO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:48
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Dopo l’uccisione dell’uomo di colore da parte della polizia a Minneapolis, in tutti gli Stati Uniti è protesta violenta. E la polizia spara alla stampa.

Minneapolis news proteste
Da Minneapolis news inquietanti con spari sui giornalisti Foto dal web

Dopo i fatti di Minneapolis, con l’omicidio di George Floyd da parte della polizia locale accusata di avere assunto atteggiamenti fin troppo brutali, sono scoppiate diverse proteste in svariate località degli Stati Uniti.

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Negli ultimi giorni stiamo assistendo a scene di guerriglia urbana fatte di saccheggi di negozi, auto distrutte, scontri tra manifestanti e tutori della legge e tanti altri episodi di violenza. E non mancano svariati feriti ed anche 3 vittime a seguito delle proteste, tra i quali un giovane di 19 anni. In totale poi ci sono più di 1400 arresti. Fa discutere anche l’atteggiamento mostrato dalla polizia in più di una occasione anche nei confronti dei telegiornalisti presenti in molte delle località teatro delle violente manifestazioni. Ad esempio a Louisvillem in Kentucky, l’inviata Kaitlin Rust si è vista raggiungere da alcuni colpi di pallottole urticanti mentre stava curando un servizio in diretta per Wave 3, l’emittente locale per la quale lavora.

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Minneapolis, quel che è successo ha scatenato proteste in tutti gli Usa

Nel suo servizio la reporter grida “Mi sparano addosso, mi sparano addosso” mentre sta svolgendo il suo lavoro davanti alle telecamere. Invece direttamente a Minneapolis, dove è avvenuto l’omicidio di George Floyd, la giornalista Molly Hennessy-Fiske del ‘Los Angeles Times’, ha affermato sul web che aveva chiesto alla polizia dove potersi spostare per curare un collegamento. “Non mi hanno risposto, hanno sparato direttamente, a me ed alla mia troupe”. Lo stesso è accaduto ad una fotografa sempre nella stessa città, Linda Tirado. Ferita ad un occhio, ha perso la funzionalità dell’organo. “Stavo facendo degli scatti ed all’improvviso la macchina è esplosa sulla mia faccia”. Ma sono tanti altri gli episodi, che riguardano tanto gli inviati dei network televisivi quanto quelli della carta stampata.

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Trump non condanna queste aggressioni

Il primo era stato Oscar Jimenez, giornalista della Cnn, arrestato in diretta dai poliziotti. Ed il reporter Ali Velshi della Msnbc accusa: “La polizia colpisce noi giornalisti con la complicità della Guardia Nazionale”. La sensazione è che pesino molto su questi episodi i pessimi rapporti che ci sono con Donald Trump in persona, il quale si è inimicato buona parte della stampa tacciandola di diffondere fake news. Il fatto è che anche i manifestanti hanno preso di mira i giornalisti, come testimonia l’assalto alla sede della Cnn ad Atlanta. Cosa che ha visto Trump non condannare affatto l’episodio, bollandolo si Twitter come “una ironia della sorte”. Parole molto gravi secondo il ‘Washington Post’, specialmente perché giungono dal Presidente degli Stati Uniti d’America.

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