Covid-19, morto il primo calciatore professionista: aveva 25 anni

Mentre il calcio italiano si prepara a riprendere, dalla Bolivia arriva la notizia della morte del primo calciatore professionista a causa del Covid-19.

Si è discusso tanto in Italia sulla necessità e sulla possibilità di far ripartire il campionato di calcio. Alcuni calciatori ed anche ex professionisti hanno espresso un’opinione contraria, suggerendo che ormai sarebbe stato meglio riprendere con la nuova stagione. Il fatto è che il calcio è anche e sopratutto business e che far continuare il campionato permette alle società di non perdere i proventi dei contratti milionari con sponsor e televisioni. In più bisogna aggiungere che in Germania il campionato è già ripreso e che presto simili decisioni verranno prese pure in Europa.

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La Serie A dunque ripartirà il prossimo 20 giugno, una decisione che è stata presa solo in considerazione dell’andamento della curva epidemiologica e con le rassicurazioni da parte delle società di rispettare le regole di sicurezza. Ma se in Europa la situazione sanitaria sembra stabilizzarsi e anche il calcio tenta un ritorno alla normalità, in Sud America la situazione è ancora grave. Brasile e Cile sono le nazioni maggiormente colpite e mostrano un incremento dei contagi esponenziale. Il contagio è però diffuso anche nel resto del Sud America e praticamente ovunque inizia il tragico conto delle vittime.

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Bolivia, morto il primo calciatore professionista a causa del Coronavirus

La pandemia non risparmia nessuno e anche alcuni calciatori sono affetti da Covid-19. In Europa sono stati diversi i casi di giocatori contagiati, ma in nessun caso i sintomi presentati sono stati tanto gravi da far temere per la loro incolumità. In queste ore, dalla Bolivia arriva la triste notizia della morte di Deibert Roman Guzman, difensore 25enne dell’Universitario del Beni, squadra che milita nella serie cadetta boliviana.

Il calciatore si era ammalato la settimana scorsa ed il 25 maggio è deceduto. Il coronavirus ha decimato anche la sua famiglia: a distanza di poche ore dal suo decesso sono morti anche il padre e lo zio allenatore. Una triplice tragedia che lascia un segno indelebile in tutto il calcio sudamericano. Guzman era considerato uno dei migliori prospetti del calcio boliviano, da piccolo è stato inserito nelle nazionali Under 15, Under 16 e Under 17. Dopo un esordio che sembrava aver confermato le buone impressioni, il calciatore aveva avuto un calo prestazionale ed era in cerca di rilancio.