Michele Rea: “Vogliono regalare la libertà all’assassino di Melania”

“Vogliono regalare la libertà all’assassino di Melania”, la rabbia di Michele Rea, fratello della giovane mamma uccisa nel 2011 dal marito.

Salvatore Parolisi, l’uomo che è stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea, potrebbe tornare libero. Attualmente sta scontando la pena nel carcere di Bollate, ma potrebbe a giugno uscire approfittando degli sconti per buona condotta.

Leggi anche –> Salvatore Parolisi, il retroscena: le intercettazioni con l’amante

La morte di Melania Rea provocò indignazione nell’opinione pubblica: la donna venne uccisa il 18 maggio 2011 con 35 coltellate. Il movente del delitto sarebbe stato una relazione extraconiugale del marito, Salvatore Parolisi.

Leggi anche –> Salvatore Parolisi uccise Melania Rea, dopo 8 anni esce già dal carcere: famiglia sotto choc

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Melania Rea, la rabbia del fratello Michele: “No alla scarcerazione”

Salvatore Parolisi

Contro l’eventuale scarcerazione dell’uomo, si scaglia Michele Rea, fratello della giovane mamma uccisa nove anni fa: “Con la morte di Melania è come se io e i miei genitori fossimo stati condannati all’ergastolo, le nostre vite si sono fermate. Andiamo avanti solo per il bene di mia nipote che in un colpo solo, con la mamma uccisa dal papà, si è ritrovata orfana di entrambi i genitori. E adesso ci vengono a dire che quell’assassino, bugiardo e per nulla pentito, può usufruire del regalo della libertà?”.

Prosegue Michele Rea: “Non ha senso, né per mia sorella e la mia famiglia, né per l’Italia intera che non può riconoscersi in una giustizia in cui chi sbaglia viene premiato. Le tante, tantissime persone che ci telefonano o ci scrivono per esprimerci solidarietà. Nessuno ha dimenticato le tante bugie, i tradimenti e i depistaggi di Salvatore”. E conclude: “Io mi auguro che il giudice di sorveglianza si metta una mano sulla coscienza. La verità è che dovrebbe cambiare proprio il sistema giudiziario per impedire a un assassino di ottenere i permessi premio dopo solo 9 anni di reclusione”.

Salvatore Parolisi