Nicola Franzoni, chi è l’imprenditore della marcia su Roma finito nei guai

Nicola Franzoni è l’imprenditore noto alle cronache per aver organizzato la “marcia su Roma” per difendere i lavoratori e mandare a casa i politici. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui.

Nicola Franzoni, 50 anni, imprenditore che in passato ha gestito discoteche e bar nello Spezzino e in Versilia, di recente ha fatto molto parlare di sé. Sua è stata infatti l’iniziativa della “marcia su Roma”: una manifestazione in tempo di lockdown causa Coronavirus per difendere i lavoratori e mandare a casa i politici. Ma l’evento è stato un flop e, soprattutto, il Nostro è stato accusato di una serie gravi irregolarità come datore di lavoro.

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L’identikit di Nicola Franzoni

A Nicola Franzoni è stato contestato “l’omesso versamento di contributi per un importo complessivo di 255mila euro”, e diversi suoi ex dipendenti hanno confermato che con lui non tutto era in regola. Stando la ricostruzione fatta da Procura e Guardia di Finanza, Franzoni in passato sarebbe stato “legale rappresentante” di una società che gestiva alcune attività tra La Spezia e Carrara. Per non versare tutti i contributi – secondo l’ipotesi dei pm – avrebbe omesso “una o più registrazioni”.

“Ho lavorato per diversi anni con il signor Nicola Franzoni – ha raccontato un so ex dipendente -. Quattordici ore al giorno con paga misera di 60-70 euro senza nessun contributo pagato, senza nessun contratto e senza nessuna busta paga”. E un altro ha aggiunto: “Al momento dell’assunzione lui è molto chiaro, verrà fatto un piccolo contratto da 4 ore quando in realtà le ore giornaliere variano dalle otto alle undici. Quindi la maggior parte delle ore viene lavorata in nero”. E ancora: “Ho lavorato per Franzoni per un paio d’anni. Assicurata 16 ore settimanali lavorando minimo 14 al giorno con una paga di 70 euro al giorno”.

Franzoni, dal canto suo, ha osservato che “l’Italia è il paese che ha il 65% di tassazione, è chiaro che ogni tanto sfugge qualche ora ma cosa vuol dire? Questo cosa vuol dire? I dipendenti stanno bene, stia tranquilla che stanno tutti bene”. E quanto alla contestazione, “è il risultato di un accertamento bislacco dell’ispettorato. Hanno raccolto le testimonianze di tre ex dipendenti e hanno esteso il ragionamento anche al resto dei lavoratori, che però si era rifiutato di essere messo a verbale. Non escludo che i dipendenti che mi hanno denunciato all’ispettorato siano gli stessi che mi hanno accusato a Le Iene”. Sarà la giustizia a stabilire chi ha ragione.

EDS