Triestini bloccati coi fucili da militari sloveni: scoppia il caso diplomatico

Secondo quanto raccontato dal quotidiano triestino Primorski Dnevnik, una coppia di triestini è stata bloccata da militari sloveni durante una passeggiata.

Una domenica pomeriggio in compagnia della fidanzata si è tramutata per un uomo italo-sloveno in una disavventura. Questo ieri aveva deciso di uscire da Trieste e oltrepassare il confine con la Slovenia per fare una passeggiata nel parco insieme alla fidanzata. Durante la piacevole escursione, il giovane si è allontanato un attimo della compagna e si è sentito intimare lo stop da un uomo armato di fucile.

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Il militare, di servizio al confine con l’Italia per impedire a migranti irregolari di trasferirsi in Slovenia ed aumentare il rischio di diffusione del Coronavirus (da quando c’è la pandemia il governo ha aumentato i controlli), lo ha fatto inginocchiare e gli ha chiesto chi fosse e dove fosse diretto. Il giovane, per metà sloveno, ha parlato con il militare nella sua lingua e gli ha spiegato che lui e la fidanzata stavano facendo una passeggiata. Poco dopo, la ragazza, fermata da un altro militare, ha confermato quella versione e questi li hanno lasciati andare.

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Triestini fermati dai militari in Slovenia, la denuncia del Pd: “Di Maio chieda spiegazioni”

Chiarito l’equivoco i miliari si sono scusati con la coppia di triestini e li hanno lasciati andare, spiegando loro che erano alla ricerca di ‘Crncì irregolari’ (termine per indicare i migranti). Dopo che la notizia è emersa dal quotidiano triestino in lingua slovena Primorski Dnevnik, la deputata del Pd, Debora Serracchiani ha invitato il ministro degli Esteri Di Maio a chiedere spiegazioni al corrispettivo sloveno: “Sulle notizie dei fatti inquietanti accaduti sul confine tra Italia e Slovenia chiederò al ministro Di Maio di fare chiarezza con la controparte slovena. Nessun cittadino, italiano o sloveno, deve temere di finire sotto la minaccia delle armi facendo una passeggiata”.