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Smart working | autoerotismo un bizzarro effetto collaterale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:57
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Tra gli effetti dello smart working autoerotismo e voglia di sfogarsi da soli contro la lontananza del partner sono un qualcosa che è aumentato da marzo.

Smart working autoerotismo
In quarantena Smart working autoerotismo legati tra loro Foto dal web

Il periodo di smart working – ovvero di lavoro svolto direttamente da casa da parte di chi solitamente era abituato ad operare in ufficio – sta comportando anche un curioso effetto collaterale. Lo smart working in alcune realtà permane a tutt’oggi, nonostante molte attività economiche abbiano riaperto a maggio.

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E l’aspetto inatteso legato al darsi da fare dalla propria abitazione è rappresentato da una certa inclinazione a staccare e concedersi qualche pausa con dell’autoerotismo. Lo riferisce un sondaggio effettuato nei giorni scorsi su campioni della popolazione sia maschile che femminile. In particolare il 35% degli uomini ed il 17% delle donne nel novero degli individui intervistati hanno ammesso di essersi concesso questo divertissement. La quarantena ha portato ad una limitazione nelle possibilità di spostamento sia per motivi di lavoro che di svago ed intrattenimento. Anche la possibilità di non potere stare a diretto contatto con i partner o potenziali tali ha quindi spinto in alcuni a ‘fare da sé’.

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Smart working autoerotismo, le cose viaggiano di pari passo

Il sondaggio in questione riguarda nella fattispecie Stati Uniti, Canada, Regno Unito ed Australia e vede come committente il sito web Yellow Octopus, specializzato nell’e-commerce di accessori e regalistica di vario genere. Ma c’è da giurare che le percentuali siano più o meno le stesse anche per il resto del mondo. Poi c’è anche una sparuta minoranza dei ‘malandrini’ che sostiene di avere provato dei sensi di colpa. Uno su quattro tra coloro che hanno compiuto autoerotismo si è detto pentito. Sempre uno su quattro ha età compresa tra i 35 ed i 44 anni. Poi seguono il 21% delle fasce 45-54 anni e 55-64 anni e l’8,3% di chi ha fra i 65 ed i 74 anni. Non manca anche un aiuto fornito da apposito materiale audiovisivo, con gli uomini che ne hanno fatto utilizzo in media tre volte in più rispetto alle donne.

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