Luigi Impastato, chi era il marito di Felicia Impastato: la verità sul rapporto con la mafia

Ripercorriamo la vita di Luigi Impastato, padre di Peppino Impastato vittima della mafia: il confino ed il rapporto con le famiglie mafiose di Cinisi.

La vita di Luigi Impastato è diventata nota a tutta Italia dopo che il figlio, Peppino, è stato ucciso in un attentato mafioso nel 1978. Il mandante di quell’omicidio fu Gaetano Badalamenti, boss del paesino in provincia di Palermo, e prima di allora amico del padre. Nato a Cinisi nel 1905, Luigi si è trovato di fatto in una realtà complessa, in cui la mafia acquistava sempre più potere e fungeva da organizzazione parastatale.

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La sua famiglia, dedita alla coltivazione agricola, era legata a doppio filo alle famiglie della malavita locale e per il giovane Luigi divenne quasi automatico far parte delle attività illecite. Durante il fascismo è stato condannato a 3 anni di confino a Ustica per attività mafiose. Al suo ritorno ha continuato da dove aveva lasciato ed alla fine del conflitto si è dedicato al contrabbando di generi alimentari.

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Luigi Impastato: il matrimonio e la morte misteriosa

In quegli anni la sorella viene data in sposa a Cesare Manzella, boss di Cinisi. Lui nel 1947 contrae matrimonio con Felicia Bartolotta, figlia di un dipendente comunale. Dal loro matrimonio nacquero tre figli, Peppino (1948), Giovanni (1949) -morto a soli 3 anni – e Giovanni (1952). In quel periodo diventa capo di un piccolo clan affiliato ad uno più grande. Molti dei suoi vantaggi si perdono dopo il 1963, anno in cui Manzella viene assassinato.

A Cinisi il suo posto come capo mafia viene preso da Gaetano Badalamenti. Tra i due c’è un rapporto di rispetto, e pare che Luigi lo abbia aiutato in alcuni momenti di difficoltà. Tuttavia pare che il loro rapporto si sia raffreddato a causa della lotta anti mafia intrapresa da Peppino. Luigi muore nel 1977, investito da un’auto. Su quella morte c’è l’ombra dell’attentato, ma ad oggi non ci sono prove concrete a dimostrarlo.