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Covid-19 meno aggressivo? Crisanti: “Solo grazie alle mascherine”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:58
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Interrogato sulla possibilità che il Covid-19 sia diventato nel tempo meno aggressivo, il virologo Crisanti ha spiegato che è merito delle mascherine.

Nei giorni scorsi si è parlato molto della possibilità che il Covid-19 sia diventato nel tempo meno aggressivo di quanto non fosse all’inizio. C’è addirittura chi ha sostenuto che le modifiche del virus lo possano portare a divenire simile ad una normale influenza o addirittura a scomparire. Ma quanto c’è di vero in queste affermazioni? Il Covid-19 può davvero auto eliminarsi o divenire meno pericoloso?

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Interrogato su questo possibile scenario durante la trasmissione di RaiTre ‘Agorà‘, il virologo Crisanti, consulente per la Regione Veneto e direttore Microbiologia e Virologia dell’AO Università di Padova, ha smentito nettamente. L’esperto spiega che il numero minore di casi e lo sviluppo di sintomi meno gravi è legato alla carica virale. Carica virale che è diminuita grazie alle precauzioni messe in atto in questi mesi.

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Covid-19 meno aggressivo? La smentita del virologo Crisanti

Per capire meglio cosa intenda con carica virale, ci affidiamo direttamente alle sue parole: “Un virus non è debole o forte, buono o cattivo ma più virulento o meno, e ha una capacità di trasmissione che si può misurare. Sulla base di evidenze sperimentali si vede che quando entra in una nicchia ecologica, ad esempio gli esseri umani, la sua virulenza in genere aumenta e non diminuisce”. Insomma non c’è possibilità che diventi meno aggressivo entrando a contatto con l’uomo, il perché della diminuzione dei casi? Presto detto: “Si vedono meno casi gravi perché si è ridotta la carica virale e questo è in gran parte dovuto all’uso di mascherine“.

Crisanti successivamente spiega com’è possibile che si sia ridotta la carica virale in queste settimane: “se due persone parlano indossando la mascherina la quantità di virus che si trasmettono è molto più bassa. E la carica virale ha un impatto enorme sull’evoluzione della malattia“. In conclusione l’esperto lancia una frecciata a quei colleghi che ritengono il virus meno aggressivo: “posso solo dire di riprendere in mano i testi di medicina”.