Fase 2, si riapre ma a che prezzo: i listini sono più cari in tutta Italia

Fase 2: due giorni dopo la riapertura, sono numerose le segnalazioni di consumatori che si sono trovati spiazzati da aumenti di prezzo considerevoli.

Dopo due mesi di stop era lecito attendersi che il ritorno all’attività dei vari esercenti avrebbe presentato un conto più salato del solito. Quasi ovunque i prezzi di prodotti e servizi sono più alti rispetto al periodo precedente alla quarantena. A far discutere non è tanto il fatto che ci sia stato un aumento per recuperare i ricavi dei mesi precedenti ed i costi di sanificazione, ma piuttosto che in alcuni casi si parla di un rincaro pari al 50% del presso di listino.

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Il caso emblematico è quello del caffè al bar. Il prezzo della bevanda è salito nelle grandi città  arrivando in alcuni casi ad un +50%. A Roma, ad esempio, il costo medio di un caffè è salito da 1,10 a 1,50 euro. A Firenze si è passati da 1,50 a 1,70 euro, mentre a Milano da 1,30 a 2 euro. Anche il costo dei parrucchieri è aumentato in maniera considerevole (il 25% in più secondo i calcoli del Codacons): il costo medio di un taglio di capelli è salito da 20 a 25 euro e così anche quello di tutti gli altri servizi.

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Fase 2, aumento prezzi: la denuncia del Codacons

A denunciare l’aumento dei prezzi è stato il Codacons (associazione consumatori) dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito da tutta Italia. Secondo i calcoli effettuati dall’ente a tutela dei consumatori, se i prezzi dovessero rimanere questi ci sarebbe un aumento del costo della vita per i cittadini di circa 534 euro l’anno. Il presidente Marco Maria Donzelli ha spiegato che per il momento questo aumento non è stato effettuato da tutti, dunque ha aggiunto: “Speriamo che gli esercenti di Milano non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali”.

Il rischio di una simile politica di prezzi, da un lato potrebbe portare ad un aggravio sulle tasche del singolo consumatore, dall’altro ad un effetto boomerang con consumatori che escono e spendono meno proprio a causa dell’aumenti. Nei prossimi mesi si capirà se questo aumento rimarrà costante sino alla fine dell’emergenza (quando ovvero non saranno necessarie le misure di sicurezza che diminuiscono la possibilità di accogliere clienti) oppure torneranno normali dopo una fase di assestamento.