Scienziato cinese | “Autorità di Wuhan provarono a nascondere l’epidemia”

Denuncia un tentativo di insabbiamento avvenuto a gennaio 2020, scienziato cinese molto importante parla alla stampa Usa e spiega cosa è avvenuto a gennaio.

scienziato cinese Wuhan
Eminente scienziato cinese accusa autorità di Wuhan FOTO Getty Images

Un eminente scienziato cinese, il professor Zhong Nanshan, getta ombre considerevoli riguardo alle scelte di Pechino di gestire la crisi legata all’epidemia da Coronavirus.

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Come riportato dall’edizione online de ‘Il Corriere della Sera’, l’84enne epidemiologo ed esperto di malattie dei polmoni, che giocò un ruolo di preminenza nella crisi legata alla epidemia di Sars ad inizio anni 2000 (Zhong è chiamato ‘l’Eroe della Sars’, n.d.r.) fa sapere di un episodio controverso che sarebbe avvenuto in una data precisa, il 18 gennaio 2020. “Le autorità dell’Hubei dicevano a noi scienziati che c’erano solamente 41 persone che manifestavano sintomi di una malattia non conosciuta. Inoltre ch hanno detto che il virus che la provocava non si trasmetteva tra gli umani ma restava limitata ad un mercato di carne selvatica di Wuhan”. Lo scienziato cinese decise di muoversi di persona e di raggiungere la megalopoli dove l’incubo che ha poi avvolto il mondo intero è partito.

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Scienziato cinese, il professor Zhong anche stavolta ha avvisato il mondo intero

Appena arrivato, conoscenti e colleghi lo avvisavano che le cose erano ben peggiori di quanto descritto dalle autorità locali. “A quanto pare i vertici politici di Wuhan non avevano piacere nel raccontare la verità”, dice Zhong alla Cnn. Lo specialista è dell’idea che ci fossero molto più dei 41 infetti ufficialmente dichiarati. Che il tutto fosse partito ben prima di gennaio e che non poteva essere fatto nulla per impedire il proliferare del virus, a differenza di quanto affermavano gli alti dignitari di Wuhan. “Chi di dovere ha perso troppo tempo, sottovalutando i primi casi. In Thailandia e Giappone avevano già individuato i primi casi di persone malate di Covid e provenienti proprio da Wuhan. Il 18 gennaio chiesi alle autorità cittadine di rifermi quali fossero i veri numeri di questa emergenza”, afferma lo scienziato cinese.

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Accadde la stessa cosa con la epidemia di Sars nel 2002

Poi ho riferito la cosa a Pechino ed al mondo il 20 gennaio”. Da allora è partita una quarantena di 76 giorni a Wuhan e nel frattempo tante teste sono cadute per ordini giunti da molto in alto. Inoltre già da diverse settimane il governo cinese sta comunicando dati reali. Quella di omettere o modificare alcune notizie è una cosa già avvenuta durante l’epidemia di Sars tra 2002 e 2003. In quella circostanza morirono 800 persone in Cina ed il virus si diffuse in 30 Paesi nel mondo. Con Zhong a capo del comando delle operazioni sanitarie per la provincia del Guangdong, dove tutto sorse, la crisi rientrò. Ed anche ai tempi fu lui a svelare quale fosse la verità.

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“Virus non creato in laboratorio a Wuhan”

L’eminente scienziato è dell’idea che il governo centrale di Pechino abbia fatto il proprio dovere mentre delle mancanze ci sarebbero state a livello locale. Inoltre anche lui va contro Donald Trump e Mike Pompeo, i quali hanno riferito di virus creato in laboratorio a Wuhan ma senza sostenere prove concrete a riguardo. “C’è stata una indagine ufficiale che non ha portato alla scoperta di niente di strano. In Cina milioni di persone sono ancora a rischio contagio per mancanza di immunità. Anche se abbiamo limitato la presenza del virus. Ma di certo non ci troviamo in una posizione migliore rispetti ad altre nazioni nel mondo”.

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Il professor Zhong