Vaccino contro l’influenza potrebbe proteggerci dal Covid-19 in autunno

Uno studio effettuato ad Hong Kong mostra come i virus influenzali possano facilitare l’ingresso e acuire l’effetto del Covid-19 nell’organismo.

Ormai è chiaro che un vaccino contro il Covid-19 non sarà pronto prima della fine del 2021. Tempistica che sarebbe già record, visto che in media per trovare un vaccino efficace ed innocuo (privo di effetti collaterali dannosi) ci vogliono dai 5 ai 10 anni. La speranza è che nel frattempo si trovi un trattamento medico efficace che permetta di contrastare l’azione del virus una volta che è entrato nell’organismo, ma anche per questo ci vorrà del tempo.

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Proprio per queste ragioni gli esperti ritengono che nei prossimi mesi ci possa essere una seconda ondata di infezioni. Seconda ondata che si attende principalmente nel periodo autunnale e invernale. Il motivo per cui si ritiene che un ritorno violento della pandemia avvenga in quel periodo non è perché il virus possa indebolirsi con il caldo (evenienza sulla quale non ci sono certezze), ma perché si ritiene che la concomitanza dei virus influenzali possa essere dannosa.

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Vaccino contro l’influenza potrebbe proteggerci dal Covid-19

A supporto di questa ipotesi è uscito da qualche giorno uno studio condotto ad Hong Kong. Gli scienziati hanno effettuato un test in vitro sulle cellule, infettandole con il virus influenzale aviario ad alta patogenicità H5N1 e con quello influenzale pandemico H1N1pdm-2009. Osservandone gli effetti hanno notato che nelle cellule epiteliali alveolari c’era una sovrespressione di recettori Ace2. Proprio questi recettori sono quelli a cui si lega il Covid-19 per riprodursi all’interno dell’organismo, ed una maggiore presenza comporta anche una maggiore possibilità d’accesso del virus.

Si ritiene che la stessa cosa possa capitare anche con gli altri virus influenzali, anche se prima di averne certezza bisognerà effettuare dei nuovi test. Intervistato dal ‘Corriere della Sera’, l’esperto Paolo Bonanni (epidemiologo e professore all’Università di Firenze) ha spiegato che il vaccino influenzale ci potrebbe proteggere dal rischio che il Covid-19 abbia effetti devastanti nel nostro organismo:

“Avevamo già due buoni motivi per vaccinarci contro l’influenza. Primo, avere due infezioni virali che circolano in simultanea è un problema, perché un soggetto può essere già indebolito dal virus influenzale quando dovesse contagiarsi con SARS-CoV2; secondo, perché due virus che co-circolano creano dubbi dal punto di vista diagnostico e del percorso che uno dovrebbe seguire se e quando dovesse essere ricoverato in ospedale. Adesso c’è il terzo motivo, di tipo biologico, dato che l’infezione da virus influenzale potrebbe aprire la porta più facilmente al Covid-19, perché dopo un’influenza ci sarebbero più “serrature” nelle cellule da poter aprire per SARS-CoV2″.

origine Coronavirus