Spiagge e ristoranti, ecco tutti i cambiamenti dopo il Coronavirus

Inail e Iss hanno pubblicato due documenti tecnici che presentano le misure di contenimento del contagio da Coronavirus in una serie di attività ricreative.

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Distanza di due metri tra i lettini sulla battigia, accesso consentito agli stabilimenti su prenotazione, quattro metri quadri a cliente nei ristoranti, e niente buffet: questo, in estrema sintesi, lo scenario post-Coronavirus che si prospetta per i prossimi mesi nei settori della balneazione e della ristorazione. A tracciarlo due documenti tecnici appena pubblicati da Inail e Iss.

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La balneazione e la ristorazione ai tempi del Coronavirus

Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia e scongiurare il rischio di contagi da Coronavirus, la distanza minima raccomandata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà invece essere rispettata la distanza di almeno due metri. Misure che potranno “essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Rigorosamente vietata la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo, e per lo stesso motivo deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno degli stabilimenti.

“Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate – si legge poi in una nota dell’Inail – viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. E “deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze”. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara”. Quanto alle cabine, va vietato l’uso promiscuo a eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. In generale, occorre “evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Per quanto riguarda le spiagge libere, “dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Sarà necessario affiggere nei punti di accesso dei cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. E va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), ad esempio con posizionamento di nastri, rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento e al fine di evitare l’aggregazione.

Nei ristoranti, invece, lo spazio per ogni cliente deve più che triplicare passando da 1,2 metri a quattro, e dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Nel documento di Inail e Iss sulla ristorazione si rimarca anche l’importanza dell’introduzione della prenotazione obbligatoria. “Il layout dei locali di ristorazione – si legge in particolare – andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli, anche in considerazione dello spazio di movimento del personale, non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie”.

E ancora: “Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale”. La lotta al Coronavirus passa anche di qui.

EDS