Decreto rilancio: sanatoria migranti, irap e tax credit, tutte le novità

Procedono le discussioni in seno al governo per l’approvazione del decreto rilancio: ecco tutte le novità su sanatoria, tax credit e irap.

Continua a far discutere il decreto rilancio (ex decreto aprile) in seno ad una maggioranza che non riesce a trovare accordo sui vari punti della manovra economica. Il primo problema che è stato sollevato è quello relativo alla regolarizzazione dei migranti, a cui si sono aggiunte discussioni sulla mancanza di coperture e sugli aiuti alle banche. Tutte discussione che hanno portato ad un cospicuo ritardo sull’approvazione di un decreto che famiglie e imprese attendono con una certa urgenza.

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Per quanto riguarda la sanatoria per i migranti, sembrava che ieri si fosse trovato un accordo. Tutti i lavoratori irregolari sarebbero stati sottoposti ad un controllo rigido dell’ispettorato del lavoro e successivamente avrebbero ricevuto un permesso di soggiorno di sei mesi. In un secondo momento, però, è stato posto un veto dal Movimento 5 Stelle. Gli esponenti pentastellati infatti non erano d’accordo sullo scudo penale ai datori di lavoro. Si è risolto concordando che tale scudo non fosse valido per chiunque avesse ricevuto una condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina anche non definitiva.

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Decreto rilancio: irap e tax credit

Italia Viva ha spinto invece sull’allargamento della platea beneficiaria della tax credit fino a 500 euro per le vacanze in Italia delle famiglie a basso reddito. Il limite dei 35mila euro di reddito è stato innalzato a 50mila, permettendo ad un maggior numero di famiglie di usufruire di questo bonus. Altro tema spinoso è stato il taglio dell’Irap per le imprese richiesto da Confindustria.

In queste ore si discuterà a lungo su quali e quante imprese potranno beneficiare del taglio del saldo e dell’acconto. Chiaramente la misura è rivolta a quelle imprese che hanno subito una perdita a causa del Coronavirus. Per ottenerlo l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile dev’essere inferiore dei due terzi rispetto a quelli dello stesso mese del 2019. Mentre si valuta se estendere la misura anche alle piccole imprese, il governo ha confermato i contributi a fondo perduto per micro aziende, artigiani, commercianti e autonomi.