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Serie A, ripartenza: le 5 regole da rispettare per tornare in campo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47
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In attesa di conoscere quale sarà la decisione del comitato tecnico-scientifico sul campionato di Serie A, ecco quali sarebbero le regole da rispettare per tornare in campo.

Sin da quando il governo ha imposto lo stop al campionato di Calcio, la Lega di Serie A lavora per riuscire a far giocare le partite che mancano alla conclusione della stagione. Sia le società che gli esponenti della Lega si sono detti disposti a giocare nel periodo estivo e stanno cercando di capire quali sono i margini per il ritorno in campo. Nei giorni scorsi è stato chiarito, infatti, che si giocherà solamente se ci saranno le condizioni di sicurezza necessarie allo svolgimento degli incontri.

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Il governo nelle scorse ore ha lanciato segnali incoraggianti verso la riapertura, ma ha anche chiarito che sarà compito delle società garantire la sicurezza dei propri assistiti. Intanto a partire da lunedì prossimo dovrebbero essere permessi gli allenamenti di gruppo. Un primo passo verso il ritorno in campo che, però, ancora non è stato assicurato al 100%. In tal senso dovrebbero giungere novità importanti entro e non oltre questa settimana.

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Serie A: 5 regole da rispettare per tornare in campo

Ci sono delle regole che ogni società professionistica dovrà rispettare per garantire la sicurezza dei calciatori e di tutto lo staff. La prima è il senso di responsabilità di ogni componente. Le società dovranno garantire disciplina nel rispetto delle disposizioni ed effettuare controlli rigidi per assicurarsi che vengano rispettati. Il secondo punto è l’obbligatorietà dei test sierologici e dei tamponi. Già ora tutti i tesserati si sono sottoposti al test del tampone per appurare che nessuno di loro fosse positivo al Covid-19.

Il terzo punto riguarda la gestione dei positivi. Allo stato attuale sappiamo che sono tre le società calcistiche che hanno calciatori positivi all’interno della loro rosa (Torino, Fiorentina e Sampdoria). Per evitare che ci siano dei focolai, dunque, il monitoraggio dei calciatori e dello staff dovrà essere continuo. Il quarto punto riguarda l’applicazione di ritiri lunghi di due o tre settimane, in modo da isolare il gruppo da possibili contagi. Infine, laddove possibile, spostare i centri di allenamento in regioni o zone a più basso rischio contagio.