Fase 2, il virologo Crisanti: “Se i casi continuano a calare si può riaprire”

Interrogato sulla possibilità di riaperture in anticipo, il virologo padovano Crisanti ha spiegato che tutto dipenderà dai primi dati della fase 2.

Il bilancio dei decessi e dei contagi condiviso ieri dalla Protezione Civile fa ben sperare. Non solo perché la diminuzione dei contagi sembra essere costante, ma anche perché si è abbassato il numero delle vittime. Nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati registrati 165 decessi, il numero più basso da un po’ di tempo a questa parte. Con questi numeri si potrebbe pensare anche ad una riapertura anticipata di tutte le attività. A tal proposito è stato intervistato il virologo Crisanti, professore ordinario di Microbiologia a Padova elogiato per il ‘modello veneto’.

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L’esperto conferma che se i dati dovessero rimanere questi si potrebbe anche procedere con le successive riaperture, però con delle differenze regionali. A ‘La Stampa‘ infatti ha dichiarato: “Tra una settimana avremo i primi dati sulla fase due per decidere. Se i casi saranno ancora in diminuzione si potrebbe riaprire ovunque, ma suggerirei prudenza ad alcune regioni”.

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Crisanti avverte: “L’epidemia non è finita”

Le regioni a cui fa riferimento sono quelle del nord, specialmente Lombardia e Piemonte, ovvero quelle in cui ancora il contagio è più diffuso che in altre zone d’Italia. Successivamente ci tiene a precisare che non bisogna pensare che l’epidemia sia stata sconfitta: “Tutto ciò che aumenta i contatti tra persone comporta un rischio, che diventa più accettabile con il calo dei contagi. L’epidemia non è finita e possono crearsi altri focolai. A Vò Euganeo abbiamo dimostrato che si fermano se individuati per tempo, esaminati con i tamponi, tracciati nei loro contatti e isolati. Bisogna essere pronti a fare delle microzone rosse, soprattutto in quelle regioni dove l’organizzazione territoriale non è efficiente”.