Roberto Obert, chi è la figura cardine dell’omicidio Rosboch

Roberto Obert è una delle figure chiave dell’omicidio di Gloria Rosboch, una delle vicende più delicate dell’ultimo anno. Approfondiamo insieme il suo ruolo nella vicenda.

In questi ultimi mesi siamo stati travolti da casi di cronaca nera terrificanti e sconcertanti, basti ricordare il caso Varani, che ha scosso notevolmente l’opinione pubblica. L’omicidio di Gloria Rosboch apre un nuovo capitolo di queste scabrose tragedie, dispiegando una storia macabra. Tra i grandi nomi comparsi nell’indagine, sorge quello di Roberto Obert, una delle figure chiave dell’intera vicenda, nonché primo testimone dell’intera vicenda.

Roberto Obert, l’omicidio Rosboch

È stato durante la trasmissione Un giorno in pretura che Obert ha confessato la sua dichiarazione, descrivendo dettagliatamente la concatenazione di eventi che avrebbe successivamente comportato l’assassinio di Gloria Rosboch, un’insegnante di francese brutalmente uccisa dopo essersi allontanata da casa con la scusa di una riunione scolastica. Il 54enne è stato uno dei primi indiziati della vicenda e durante gli interrogatori avrebbe confessato delle informazioni essenziali per l’avanzamento dell’indagine. È stata una coincidenza a legare Obert al crimine, un incontro che ha rovinato per sempre una solida relazione insieme al compagno Angelo. È stato infatti il suo compagno a presentargli una sua collega di lavoro, madre dell’assassino di Gloria, Gabriele De Filippi, il 22enne che avrebbe truffato e ucciso la Rosboch a Castellamonte. La collaborazione con Gabriele sarebbe dovuta ad un’infatuazione di Roberto per il giovane, che avrebbe sfruttato questa cecità per ingannare Obert.

“Mi comportavo come un servo, sia perché affascinato sia impaurito.”

È stato proprio lui il primo a cedere, confessando e portando gli inquirenti nel luogo dove era stato nascosto il corpo della vittima.