Pierfrancesco Favino, il dramma del padre morto: “Ero sul set”

L’attore Pierfrancesco Favino e la sua vita privata, il dramma del padre morto: “Ero sul set, mi dissero di chiamare mia sorella”.

(Jim Spellman/Getty Images)

Premiato con il David di Donatello per il suo ruolo di Tommaso Buscetta nel film di Marco Bellocchio ‘Il Traditore’, l’attore Pierfrancesco Favino non ama molto parlare della sua vita privata. Qualche tempo fa, in un’intervista a ‘Vanity Fair’ aveva raccontato del suo rapporto col padre.

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Un rapporto difficile, col genitore che non aveva gradito la scelta di diventare attore: “Gli dissi ‘Voglio fare l’attore’ e papà rispose ‘Solo un coglione può fare una scelta del genere’. Risposi a tono: ‘Da qualcuno deve aver preso’. Poi però con lui ho ritrovato un rapporto”.

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La morte del padre di Pierfrancesco Favino: il racconto dell’attore

(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Infatti, il padre di Favino si inorgogliosisce grazie ai successi del figlio e – ricorda l’attore – inizia a raccogliere ritagli di giornale che parlano del figlio. Drammatico l’addio al genitore: “È il 2002. Sono nel deserto, nei panni del sergente Rizzo, sul set El Alamein. U assistente di produzione viene incontro e mi guarda in modo strano. ‘Chiama tua sorella’, dice, poi abbassa gli occhi. Rientro in roulotte e le telefono. ‘Papà non c’è più‘, sussurra lei. Riaggancio e ho un momento di totale scollamento dalla realtà”.

“Mi osservo allo specchio” – è il drammatico racconto di Favino – “Nell’immagine riflessa c’è un tipo che mi somiglia, vestito in modo strano. Esco all’aria aperta. Mi chiedono se me la sento di continuare. Mi hanno già permesso di andarlo a trovare in precedenza e so che non potrò ripartire. Decido di girare. Mentre aspetto il mio turno sulla sedia, il dolore mi attraversa a ondate. Mi ferisce e prima di tornare come una fitta, lascia spazio a un’assurda euforia. Mi sento una balla di fieno trasportata dal vento in un film western. Quando torno a casa, al posto di papà, c’era una pietra col suo nome”.