Home News Coronavirus, gli esperti sottolineano: “Mutato, pazienti meno gravi”

Coronavirus, gli esperti sottolineano: “Mutato, pazienti meno gravi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:27
CONDIVIDI

Emergenza Coronavirus, gli esperti sottolineano: “Mutato, pazienti meno gravi”, le parole di Massimo Clementi e Giuseppe Remuzzi.

(JUNG YEON-JE/AFP via Getty Images)

Massimo Clementi, direttore del laboratorio di virologia del San Raffaele di Milano, sembra ottimista rispetto alla futura mutazione del Coronavirus. Il virologo, ospite della trasmissione Otto e mezzo, condotta da Lilli Gruber, spiega che a suo modo di vedere il virus starebbe perdendo forza.

Leggi anche –> Fase 2 Coronavirus: cosa cambia per cinema, musei e concerti – VIDEO

“Il profilo clinico del virus è mutato” – sottolinea il virologo del suo intervento – “All’inizio dell’epidemia arrivavano 100 persone in pronto soccorso, la maggioranza delle quali bisognose della terapia intensiva, e ora non arrivano più”.

Leggi anche –> Fase 2, gli psichiatri: “Un milione di italiani teme il ritorno alla normalità”

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Anche il Coronavirus nella fase 2? Malati meno gravi di un mese fa

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il virus, insomma, starebbe già mutando e diventando meno aggressivo e mortale, questo anche grazie alle cure e al lockdown, ovviamente. Clementi sottolinea: “Noi conosciamo altri 6 coronavirus, e di questi, 4 ci infettano da sempre. Tutto questo per dire che questo coronavirus potrebbe nel tempo se continua così, modificare il suo rischio clinico sia adattarsi all’ospite, come stiamo studiando in questo momento”.

Forse pensare che presto il Covid-19 possa diventare un banale raffreddore è eccessivo, ma in ogni caso, diversi virologi sostengono che il virus si starebbe smorzando. Giuseppe Remuzzi, Direttore Istituto Mario Negri, ospite di Piazza Pulita, sempre su LA7 è arrivato ad affermare: “Probabilmente quando arriverà il vaccino non ci sarà più; io vedo questi malati che non sono più quelli di prima, non è una cosa piccola è una cosa grande. Stiamo facendo degli studi e non troviamo più i malati per fare questi studi”.