Violazione della quarantena | indagate vigilesse della polizia municipale

Due vigilesse della Polizia Municipale del Pics di Roma ed anche un loro collega con la moglie sono sotto inchiesta per una serie di assurde irregolarità.

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Accuse a tre agenti della polizia municipale di Roma di violazione della quarantena Foto dal web

Dovrebbero essere i primi a rispettare le norme anti epidemia in corso ormai da due mesi. Eppure proprio gli esponenti della polizia municipale hanno trasgredito le regole, violando la quarantena e le normative disposizioni che impediscono il formarsi di assembramenti.

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Sotto accusa ci sono due vigilesse della polizia municipale del Pics. Ovvero il Pronto Intervento del Centro Storico di Roma. Con loro è indagato un loro collega, che ha introdotto la moglie estetista all’interno degli uffici di lavoro per eseguire un servizio di manicure alle due vigilesse. Sembra che i fatti si siano svolti un mese fa, il 6 aprile 2020, e nel corso dell’orario di lavoro, in piena quarantena e con tra gli altri parrucchieri e centri estetici chiusi per le disposizioni anti Coronavirus.

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Polizia Municipale, sotto accusa due vigilesse ed un loro collega per violazione delle norme anti Coronavirus

Nei confronti di tutti e quattro i personaggi coinvolti (i tre esponenti delle forze dell’ordine e la moglie del componente maschio, n.d.r.) c’è da rispondere ora di diversi reati. Tra questi: epidemia colposa, abuso delle funzioni, omissione d’atti d’ufficio, esercizio abusivo della professione di estetista ed evasione fiscale. Perché la estetista, che non poteva in alcun modo lavorare, si sarebbe anche fatta pagare per le sue prestazioni, ottenendo 15 euro. La Polizia Locale sta indagando sui fatti dopo avere appreso di una apposita indagine interna, mentre il comando dove prestano servizio i tre sotto accusa ha preferito restare in silenzio senza rilasciare alcuna dichiarazione.

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