Coronavirus Italia | Silvia si è ammalata a dicembre ma lo scopre ora

Una donna parla della situazione Coronavirus Italia esponendo la propria vicenda. Cosa che la porta ad avere ora grossi dubbi.

Coronavirus Italia
Una storia mai sentita nel novero della situazione Coronavirs Italia accade ad una nostra connazionale FOTO Getty Images

Una nostra connazionale rende nota quella che è la propria, difficile vicenda vissuta in merito alla situazione Coronavirus Italia. Lei è Silvia Barbagallo, vive a Roma e lavora come organizzatrice di eventi culturali.

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A fine 2019 era stata in Africa ed una volta tornata a casa ha scoperto di essere affetta da Covid-19. Soltanto che la presenza del virus nel nostro Paese non era ancora nota, né tanto meno lo erano i sintomi. Silvia aveva accusato una inspiegabile febbre particolarmente virulenta e persistente. La cosa che fa specie è che lei ha scoperto di essere affetta da Coronavirus soltanto dopo la metà di aprile. “L’ho avuto già a dicembre, ma l’ho scoperto soltanto ora, a seguito di un test sierologico. I dati ufficiali non sono attendibili” afferma la donna. Che ora è munita di anticorpi dopo avere ospitato il virus all’interno del proprio organismo.

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Coronavirus Italia, il racconto di Silvia: “Sono convinta dell’incompletezza dei dati e della presenza già da mesi prima del virus”

“La cosa mi è capitata con certezza dopo un mio viaggio in Africa, il mondo allora non conosceva ancora la situazione”. Sempre Silvia fa sapere di avere avuto anche una tosse molto forte ed un principio di polmonite, fortunatamente presto smaltita con l’utilizzo di paracetamolo e di cortisone. Il responso del medico quattro mesi fa fu il seguente: “Influenza di stagione”. Ma lei è venuta a conoscenza di possedere gli anticorpi al Coronavirus ed ora è negativa, rientrando nel novero di coloro che sono guariti dalla malattia. Poi arriva una sorta di allarme. “A mio avviso i dati dei quali veniamo a conoscenza tutti i giorni non sono attendibili. Nel senso che probabilmente risultano essere incompleti. Se fosse possibile mappare tutti, sono dell’idea che molte più persone oggi ignare scoprirebbero di avere avuto il Covid-19, magari già da diverso tempo. Così come mi sembra evidente che il virus stesse circolando già da mesi prima di quando ci siamo accorti della sua presenza”.