Fase 2 Coronavirus | “Senza prudenza pericolo concreto di ospedali ko”

La situazione Fase 2 Coronavirus per il comitato scientifico che fornisce consulenza al Governo risulterebbe tragica senza il mantenimento delle norme.

Fase 2 Coronavirus
Situazione Fase 2 Coronavirus serve la massima prudenza possibile Foto dal web

Il comitato scientifico che fornisce consulenza al Governo sin da quando è cominciata l’epidemia ha consigliato fin dal primo minuto un atteggiamento il più prudente possibile. E dovrà essere così anche nella imminente Fase 2 Coronavirus.

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E riguardo all’allentamento delle norme di contenimento sociale annunciate dal premier Conte domenica 26. Il quotidiano ‘Il Messaggero’ ha diffuso nella giornata di ieri quello che è un documento segreto nel quale gli esperti fanno riferimento ad un “concreto pericolo di contagi di ritorno” legato all’abbandono delle norme che tutti gli italiani hanno dovuto rigorosamente rispettare nel corso degli ultimi due mesi. I membri del comitato scientifico mettono in risalto in particolare quello che è l’indice di contagio attuale del virus, attualmente stimato tra i valori di 0,5 e 0,7. Se tale valore dovesse salire a 1 “andremmo incontro ad un pericolo enorme, con un impatto notevole sul nostro sistema sanitario”.

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Fase 2 Coronavirus, serve la massima prudenza possibile

Questo significherebbe infatti dovere fare i conti di nuovo con un elevato numero di infetti ed un altrettanto alto numero di persone da dovere sottoporre a ricovero. La riapertura delle attività, con conseguente aumento di persone sui mezzi pubblici, comporterà un inevitabile aumento dei contagi. Ne aveva parlato lo stesso Conte facendo riferimento ad un “rischio calcolato”. Che dovrebbe verificarsi entro le prossime due settimane, ma che Governo ed esperti intendono in tutti i modi non far deflagrare. Riaprire anche solo le scuole, secondo il comitato scientifico, avrebbe significato superare di non poco il numero disponibile di posti letto in terapia intensiva. “E per il settore commerciale e di ristorazione un aumento di contatti in comunità è da considerarsi inevitabile e può potenzialmente innescare nuove epidemie”. Nel report c’è anche la seguente affermazione.

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Monitoraggio costante per arginare ogni eventuale rischio

“Qualora il lockdown dovesse essere superato, le stime parlano di un picco delle terapie intensive entro l’8 giugno con la richiesta di 151 mila posti. Entro fine anno i ricoveri totali potrebbero superare i 430 mila”. Cosa serve per mantenere la situazione sotto controllo? “Un monitoraggio costante delle attività lavorative che riapriranno nella Fase 2 e che dovrà andare avanti almeno per le successive due settimane”. Poi ci sono dei dubbi sulla effettiva utilità delle mascherine e sull’apertura di incontri fra congiunti. “Le mascherine sono consigliate, ma alcuni dati fanno pensare ad una protezione non totale per gli individui. Invece attività di incontri e di integrazioni dovrebbero restare vietate”.