Carabinieri entrano in Chiesa, il sacerdote non interrompe la messa: “Abuso di potere” – VIDEO

Il sacerdote finisce la messa nonostante i carabinieri lo invitino ad interrompere la cerimonia nel rispetto dei divieti ministeriali.

Sin dall’inizio del lockdown, i sacerdoti ed i fedeli sono stati tra i più riluttanti ad accettare i divieti necessari al contrasto del contagio. In più di un’occasione le forze dell’ordine sono dovute intervenire per interrompere delle celebrazioni ed alla fine è dovuto intervenire il Vaticano, chiedendo alle varie diocesi di effettuare le messe solo tramite collegamento video. Nei giorni scorsi la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha chiesto lumi al governo per la ripresa delle normali attività ecclesiastiche, ma al momento – come d’altronde per le altre attività bloccate – non vi è stato un indirizzo preciso.

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Ciò nonostante domenica mattina, a Gallignano, frazione di Soncino (Cremona), il parroco locale ha deciso di celebrare una messa in presenza di fedeli. La violazione del decreto è stata notata da una volante dei Carabinieri ed i militari sono entrati in chiesa chiedendo a Don Lino Viola di interrompere la celebrazione. Il parroco, però, si è opposto sostenendo che si trattasse di un “Abuso di potere”.

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Sacerdote non interrompe la Messa dopo l’arrivo dei carabinieri

In seguito alle insistenze dei militari, il parroco spiega: “E’ una chiesta di 300 metri quadri in cui ci sono 13 persone per 30 banchi. Stiamo rispettando il distanziamento e tutti indossano la mascherina, è un abuso di potere”. La spiegazione di don Viola i carabinieri fanno presente che c’è un’ordinanza che lo vieta e che il sindaco stesso non permette la celebrazione. Ad un certo punto uno dei due carabinieri cerca di passare al parroco il telefono per farlo parlare con il sindaco, ma lui si rifiuta: “Stiamo pregando, ci parlerò dopo la Messa”.

Pressato, il prete chiede ai fedeli di lasciare la chiesa, ma continua la messa fino alla fine. Quindi aggiunge: “Pagherò le conseguenze, pagherò la multa, ma questo non è giusto”. In seguito all’accaduto tutti e 15 i presenti in chiesa (fedeli, organista e parroco) sono stati multati per aver violato le restrizioni contenute nel decreto anti-coronavirus.