Rapimento e omicidio Sarah Payne, il senso di colpa del fratello Lee

Il fratello di Sarah Payne, Lee, parla del tragico rapimento della sorella e del suo omicidio. Il suo aiuto è stato prezioso per trovare l’assassino.

Quando era ancora un bambino, Lee Payne ha intravisto il profilo del pedofilo Roy Whiting mentre scappava nel suo furgone, non sapendo che proprio lì dentro c’era sua sorella Sarah di soli 8 anni. Lee, insieme a Sarah e gli altri due fratelli Charlotte e Luke stava giocando nei campi di grado quando Whiting ha deciso di compiere il suo gesto vile, rapendo sua sorella e, infine, uccidendola.

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I bambini, insieme ai genitori Sara e Michael, erano in vacanza a casa dei nonni nel villaggio di Kingston Gorse. Mentre giocavano a nascondino, Sarah ha sbattuto la testa ed è corsa via in lacrime. I suoi fratelli non potevano sapere che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbero vista viva. La piccola è stata gettata nel furgone di Roy Whiting, descritto come una ‘prigione in movimento‘, in quanto era un arsenale con strumenti per il rapimento, la tortura e la violenza sessuale dei bambini. Per 48 ore la famiglia ha cercato Sarah disperatamente e, ben presto, la ricerca si è fatta nazionale. I genitori fecero appelli in televisione, ma dopo 16 giorni il corpo della piccola bambina fu trovato senza un una piccola buca.

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La condanna per Roy Whiting

La Polizia aveva già parlato con Whiting nei giorni appena successivi al rapimento di Sarah, perché era già stato condannato a 4 anni in prigione nel 1995 per il rapimento e la violenza sessuale di una bambina di 9 anni nel Sussex. L’uomo è stato condannato nel 2000 per l’omicidio di Sarah Payne, dopo che la Polizia ha ispezionato il suo furgone, trovando tracce dei capelli e del DNA della bambina e grazie all’aiuto di Lee, che l’aveva visto andare via dalla casa dei suoi nonni. La patologa assegnata al caso ha dichiarato che la morte è stata violenta, causata dall’asfissia in seguito a una violenza sessuale.

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