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Iaquinta preoccupato per il papà: “Come fa a mantenere le distanze in cella”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:49
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Vincenzo Iaquinta si rivolge a Conte e Bonafede chiedendo maggiore tutela per i carcerati durante questo periodo di quarantena.

Nell’ultimo post su Instagram, l’ex attaccante di Udinese e Juventus, il campione del mondo Vincenzo Iaquinta lancia un’appello al premier ed al ministro della Giustizia. Nel post, in cui mostra un disegno che evidenzia il poco spazio a disposizione dei carcerati, l’ex calciatore sottolinea le condizioni di rischio che vivono quotidianamente i detenuti, tra cui suo padre: “Questo è un disegno di una cella del carcere di Voghera !!Come si fa a mantenere la distanza di sicurezza?”.

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Nel post l’ex attaccante non si dimentica di aggiungere la postilla riguardante l’innocenza del padre. Dal disegno risulta evidente come in una cella di 5.22 per 4.50 metri, quattro detenuti non possano rispettare quelle regole di distaccamento sociale che sono imposte per evitare la diffusione del contagio. Per tale motivo richiede al premier ed al ministro che vengano prese delle misure che permettano loro di non rischiare la salute.

 

 

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Vincenzo Iaquinta: “La tortura è il carcere, non la quarantena”


Giuseppe Iaquinta è stato condannato a 19 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso nel 2018. Le accuse nei suoi confronti sono emerse nel corso dell’indagine ‘Aemilia‘, condotta per scoprire gli affari della ‘Ndrangheta in Emilia Romagna. Inizialmente era stato indagato anche il figlio Vincenzo, ma nel corso delle indagini è emersa la sua estraneità ai fatti.

L’ex calciatore ha sempre sostenuto l’innocenza del padre. In un post di qualche giorno fa lo aveva ribadito dopo aver fatto presente a chi si lamenta della quarantena che c’è chi sta peggio: “La gente parla, si lamenta perché chiusi in casa forzati ..con tutti confort con le proprie famiglie…a mangiare e bere come volete e quando volete…beh potreste anche smetterla”. Quindi aggiungeva: “Sedetevi un’attimo e riflettete che c’è chi chiuso in quattro mura gelide, alte vecchie e sporche deve stare per un’ingiustizia , quella è la vera tortura”.