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Madre uccide figlia | soffocata con sacchetto di plastica | niente carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:12
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La triste storia di una madre che uccide la figlia sta facendo molto discutere l’opinione pubblica in Belgio, perché la donna eviterà la carcerazione.

Una madre uccide la figlia per via di un terribile motivo. Lei è un rinomatissimo neurochirurgo che ha messo un sacchetto in testa alla propria bambina dopo avere scoperto che quest’ultima aveva un cancro. La bambina si chiamava Eline ed aveva 14 anni.

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Lei è la 51enne Mehrnaz Didgar. Ma nonostante quanto accaduto, la dottoressa ha evitato il carcere nonostante in tribunale un giudice l’aveva condannata per omicidio. La pena era di 5 anni, poi sospesa. Al posto della galera la donna dovrà essere sottoposta ad un trattamento psicologico. Il fatto è accaduto a Leuven, in Belgio. Il giudice ha riconosciuto diverse attenuanti poiché il gesto è stato dettato dalla disperazione.

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Madre uccide figlia, come ha agito

Lo stesso giudice ha parlato di questo processo come del più difficile della sua intera carriera. Uno degli aspetti che lo ha spinto ad avere clemenza è dato dalla totale assenza di precedenti penali a carico dell’imputata, riconosciuta colpevole comunque alla fine di tutto, nonostante abbia evitato il carcere. Inoltre l’omicida ha anche mostrato un profondo e sincero senso di colpa. La procura aveva chiesto una condanna a 26 anni. La figlia del neurochirugo era affetta da cancro alla tiroide sin dal 2013, ovvero dall’età di 7 anni. Col tempo le sue condizioni si sono aggravate ed è subentrata in lei anche una grave depressione.

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Dopo l’omicidio lui aveva provato ad ammazzarsi

La dinamica del fatto ha visto la Didgar agire dopo avere narcotizzato sua figlia con delle medicine prese dall’ospedale universitario di Leuven dove lavorava. Poi l’ha soffocata con un sacchetto di plastica tenuto stretto sul viso della giovanissima per una durata complessiva di 15 minuti. Subito dopo ha informato un conoscente di quanto fatto e si è data alla fuga sulla sua Bmw. Ad un’ora di distanza la polizia l’aveva intercettata con una gomma bucata e danni evidenti alla vettura. Lei aveva detto di avere provato a suicidarsi. Dopo la sentenza ha detto di non avere mai immaginato di potere avere una seconda possibilità, e che non la sciuperà. Mostrando anche profondo pentimento.

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