La gaffe del capo dei medici scozzesi: a spasso in barba al Coronavirus

La dottoressa Catherine Calderwood ha ammesso di essersi recata in auto nella sua seconda casa per ragioni “non legittime” e si dice “veramente dispiaciuta di non aver seguito i consigli che ha dato agli altri” in piena emergenza Coronavirus.

E’ andata in auto nella seconda casa della sua famiglia a Fife, contea storica della Scozia, dopo aver raccomandato a tutti i connazionali di non lasciare la propria abitazione e rispettare la quarantena imposta dall’emergenza Coronavirus. “Per aiutare a salvare vite umane, restate a casa”: ipse dixit. La dottoressa Catherine Calderwood, 51enne capo del personale medico scozzese, dopo essere stata colta in fragrante ha ammesso che le sue ragioni per quello spostamento erano “non legittime” e si è detta “veramente dispiaciuta di non aver seguito i consigli che ha dato agli altri”. A raccontare la singolare vicenda è un servizio del Mirror.

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Il divieto imposto dall’emergenza Coronavirus aggirato da chi dovrebbe farlo rispettare

Il capo della Polizia scozzese, Iain Livingstone, ha confermato in una nota che “gli agenti locali hanno fatto visita alla dottoressa Catherine Calderwood e le hanno parlato delle sue azioni, ribadendo i consigli cruciali e lanciando un avvertimento sulla sua condotta futura, che lei ha accettato”. “Le istruzioni legali per non uscire di casa senza una giustificazione ragionevole – ha aggiunto a scanso di equivoci – si applicano a tutti”. Nonostante le richieste di dimissioni giunte da diversi partiti politici, Calderwood ha dichiarato di aver parlato con il Primo Ministro Nicola Sturgeon e annunciato che “continuerà a concentrarsi interamente” sul suo lavoro di consulenza ai ministri sulla pandemia di Coronavirus.

“Desidero scusarmi senza riserve per il problema riportato oggi dai media – spiega lei stessa in una nota -. Ci sono ragioni per quello che ho fatto, ma non lo giustificano e non erano motivi legittimi per uscire da casa mia. Mentre io e la mia famiglia abbiamo sempre seguito la norma sul distanziamento sociale, mi rendo conto di non aver rispettato la raccomandazione che sto dando agli altri, e mi dispiace davvero per questo. So quanto sia importante questa raccomandazione e non voglio che il mio errore possa pregiudicarla”.

“Ho un lavoro da svolgere in qualità di Chief Medical Officer per fornire consulenza ai ministri sull’evoluzione di questo virus e per supportare i medici che lavorano giorno e notte per salvare vite umane – aggiunge la dottoressa Calderwood – e dopo aver parlato con il Primo Ministro questa mattina, continuerò concentrarsi interamente su questo lavoro”. La speranza è che l'”incidente” le serva da lezione.

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EDS