Allarme Coronavirus delle case di cura: “Anziani muoiono senza medicine”

Sono oltre 300mila gli anziani che vivono in 7.000 strutture in tutta Italia: il Coronavirus ne uccide centinaia ogni giorno, ma ancora mancano i tamponi.

Soli, deboli, anziani. Sono loro, gli oltre 300.000 ospiti delle 7.000 case di cura disseminate su tutto il territorio nazionale, le prime vittime dell’emergenza Coronavirus. Vittime di una strage silenziosa che però rischia di cancellare un’intera generazione. Sono centinaia ogni giorno i “nonnini” che ci lasciano. Né si può dire con certezza se siano deceduti per i Covid-19 o meno, visto che mancano i tamponi, i dipendenti delle strutture sono sempre meno (anche perché molti si stanno ammalando) e da qualche settimana le Rsa, a scopo precauzionale, hanno chiuso le porte a parenti e visitatori in generale.

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Una strage silenziosa in piena emergenza Coronavirus

“I decessi sono più del doppio rispetto allo scorso anno – spiega ai colleghi di Open Paola Rago, responsabile della casa di riposo di Casalbuttano a Cremona -. Noi ne abbiamo avuti, solo in questo periodo, ben 66 ma non sappiamo nemmeno con certezza se alcuni di loro fossero positivi al virus visto che non vengono fatti i tamponi. Decessi quindi che non rientrano nelle statistiche nazionali”. Molti anziani hanno la febbre, altri necessitano di ossigeno, ma sono costretti ad aspettare – e soprattutto sperare che non sia troppo tardi.

Non va meglio in una Rsa di Bucine (Arezzo), dove ci sono 25 anziani infettati, tutti malati di Alzheimer e ai quali “non si può nemmeno chiedere come stanno”. Per non parlare dei 17 dipendenti risultati positivi al Coronavirus, con un bilancio di 5 morti. E nella provincia di Macerata il virus corre ancor più veloce, tanto che il procuratore della Repubblica ha deciso di aprire un fascicolo e accertare la situazione in alcune residenze assistite. Ma l’elenco è lunghissimo e potrebbe continuare: a Firenze, Bovino (Foggia), Noicattaro (Bari) e altre città ancora la situazione è al limite.

“Rischiano di morire senza la possibilità di essere curati a dovere e senza sapere se sono positivi o meno al virus. Rischiamo davvero di perdere la generazione degli ultraottantenni” dice sempre a Open Luca Degani, presidente di Uneba Lombardia che rappresenta 400 strutture tra Rsa e Rsd (residenze per anziani e per disabili). Con buona pace della rabbia e della preoccupazione dei familiari. Un dramma nel dramma.

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EDS

Casa di riposo per anziani