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Denuncia da Bergamo: “Costretti a scegliere a chi dare l’ossigeno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:36
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Le ultime settimane a Bergamo sono state davvero tragiche a causa dell’emergenza Coronavirus. La testimonianza drammatica di Cesare Maffeis, il direttore di diverse Rsa in Val Seriana nella terra bergamasca. 

Cesare Maffeis

Una testimonianza davvero toccante quella di Cesare Maffeis, il direttore di diverse Rsa in Val Seriana nella terra bergamasca. Dal 2012 fa questo lavoro, ha 52 anni e si confessa in esclusiva a “Il Corriere della Sera”: “Non so più che lavoro facciamo, non è più un lavoro ma mutuo soccorso reciproco tra medici, infermieri, farmacisti. Almeno quelli che sono rimasti in campo”. Poi ha aggiunto dichiarazioni riguardanti la sua esperienza molto pesante: “Stiamo andando tutti al di là delle regole, ormai le regole non esistono più. Molti di noi si sono trovati nella condizione di staccare una bombola di ossigeno a un paziente che avevamo fatto ricoverare in rianimazione e intubare solo per poterla dare a un altro paziente che non respirava”.

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Bergamo, la versione tragica di Maffeis

Lo stesso Maffeis ha riportato le sue testimonianze degli ultimi giorni davvero duri e pesanti: “Non ci sono tamponi che vengono effettuati nelle residenze sanitarie per anziani, non li ha nessuno. Il test viene fatto esclusivamente al paziente sintomatico in ospedale”. Successivamente ha toccato anche un duro argomento: “La settimana scorsa ho seppellito due miei carissimi amici. Non ho avuto il tempo per pensare. Sa quando ho elaborato il lutto? Mentre percorrevo una strada per raggiungere una mia paziente che stava male. Ho incrociato per caso un’auto identica alla sua e per cinque secondi mi sono commosso”.

Infine, ha rivelato il motivo dei disagi riscontrati ad inizio emergenza Coronavirus: “Abbiamo chiuso tardi in casa le persone, quando ormai già erano contagiate e ora stanno trasmettendo il virus ai loro congiunti. La cosa che dall’esterno non si comprende è che i medici sono al capolinea, altri venti giorni così non li reggiamo”.

Cesare Maffeis