Home News Asia, pericolo pandemia: nei mercati si continuano a vendere animali vivi e...

Asia, pericolo pandemia: nei mercati si continuano a vendere animali vivi e morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42
CONDIVIDI

Nonostante l’ordine di chiusura, in molti mercati all’aperto asiatici si continua a vendere animali vivi. Da questi potrebbe giungere la prossima pandemia.

Secondo gli esperti il Coronavirus, così come l’aviaria, la Sars e altre pandemie, è di origine naturale. Ciò significa che il virus ha effettuato una mutazione che gli ha permesso di aggredire anche l’uomo. Si ritiene che l’origine di tali malattie sia da ricondurre al contatto esteso dell’uomo con gli animali selvaggi. Questi infatti possono essere portatori sani di un coronavirus (come altri virus) che trasmesso all’uomo diventa letale.

Leggi ->Coronavirus vaccino | l’Aifa | “Serviranno almeno 2 anni”

Si ritiene inoltre che il Covid-19, come prima la Sars, possa provenire dai pipistrelli. Questi vengono venduti ancora vivi ed in condizioni igieniche a dir poco precari nei mercati della carne cinesi. Si pensa dunque che la pandemia che si è diffusa nel mondo possa essere partita proprio dal mercato della carne di Wuhan. In seguito alla crisi sanitaria, il presidente cinese Xi Jinping ha disposto la chiusura dei mercati e vietato la vendita di animali selvatici vivi.

Leggi- >C’è solo un posto al mondo in cui il Coronavirus non è arrivato: ed è “pieno” di italiani

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Pericolo pandemia dai mercati asiatici in cui si vendono animali vivi

Un divieto simile a quello imposto adesso dalla Cina era stato varato qualche mese prima in Vietnam. Ancora desso però nelle due nazioni asiatiche la vendita illegale continua, inoltre in altri Paesi limitrofi il divieto non è ancora giunto. L’esistenza di questi mercati in cui la carne viene venduta senza alcun controllo qualità e senza le basilari regole sanitarie è un rischio per la salute di tutti i cittadini.

A spiegarlo, in un’intervista rilasciata al ‘Mirror‘, è il professor Andrew Cunningham, della società zoologica di Londra. Questo infatti ritiene che la chiusura di tali mercati sia: “Prioritaria per la protezione della salute umana”. Concorde con lui anche Steve Galster, fondatore di un’associazione contro la caccia di animali selvatici di Bangkok. Questo infatti ritiene che: “Wuhan è l’allarme prioritario che indica la vendetta della natura. Il modo di prevenire nuovi contagi è interrompere il commercio. La Cina ha imposto il divieto, ma bisogna che questo sia permanente, visto che il maggiore esportatore di animali selvaggi nel mondo”.