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Coronavirus, muore agente penitenziario di 52 anni: la denuncia del sindacato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:18
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L’agente ucciso dal Coronavirus lascia moglie e due figli. Lo sfogo del sindacato: “Ancora non sappiamo quanti sono i positivi”. 

Si è spento oggi pomeriggio l’agente di 52 anni che da alcuni giorni era ricoverato all’ospedale Humanitas di Rozzano dopo aver contratto il Coronavirus. L’uomo, originario di Foggia, era in servizio al Nucleo provinciale traduzioni e piantonamenti e ha lavorato alla casa circondariale di Opera (Milano) fino a quando, il 9 marzo scorso, sono comparsi i primi sintomi.

L’agente, ennesima vittima del virus di Wuhan, era stato immediatamente posto in isolamento precauzionale in caserma e il giorno successivo era arrivato l’esito del tampone, purtroppo positivo. Lascia una moglie e due figli, che lo piangono assieme a tantissimi colleghi e amici: aveva raggiunto il grado di assistente capo e nel 2014 gli era stata conferita una medaglia di bronzo al merito di servizio.

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Un’altra vittima del Coronavirus tra le forze dell’ordine

“Anche la Polizia penitenziaria continua a pagare il suo tributo nella lotta che il Paese conduce contro questo nemico invisibile chiamato Covid-19” è l’amaro commento di Gennarino De Fazio, segretario nazionale del sindacato Uilpa Polizia penitenziaria. “In questo momento – continua il sindacalista – vogliamo solo stringerci attorno al dolore dei suoi cari e a quello del corpo di Polizia penitenziaria, invitando le donne e gli uomini che lo compongono a tenere, come sempre del resto, salda l’attenzione nella loro opera a beneficio di tutta collettività, con il consueto, impagabile, senso delle istituzioni democratiche”.

Poi l’attacco all’amministrazione: “Certo verrà il momento in cui chi siede in posti chiave di quelle stesse istituzioni, quali il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dovrà rendere conto del suo operato e dovrà pure spiegare perché ancora non fornisca, sebbene richiesti, i dati circa il numero dei positivi al Covid-19 fra il personale e la loro distribuzione geografica”.

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EDS