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Coronavirus, anche la criminalità va in “quarantena”: reati in calo del 75%

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:05
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Il ministero degli Interni registra una diminuzione di furti, rapine, violenze sessuali e sfruttamento della prostituzione in questa fase di piena emergenza Coronavirus.  

Ai tempi del Coronavirus anche i criminali restano a casa. È quanto emerge da un dossier pubblicato oggi sul sito del ministero degli Interni: nel mese di marzo 2020 i delitti hanno fatto registrare un calo del 75%. In particolare, diminuiscono i crimini quali furti, rapine, violenze sessuali o sfruttamento della prostituzione. In altre parole, le misure restrittive sugli spostamenti dei cittadini italiani hanno avuto un effetto (positivo) sulla criminalità.

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L’effetto Coronavirus su crimini e delitti

Il report del Viminale, elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza, ha preso in esame il periodo che va dall’1 al 22 marzo scorsi (eccedente quindi le settimane di isolamento forzato in tutta Italia). Dati alla mano, in questo lasso di tempo sono stati commessi 52.596 delitti a fronte dei 146.762 dello stesso periodo del 2019.

Nello specifico, la diminuzione più rilevante riguarda reati come lo sfruttamento della prostituzione (-77%), le violenze sessuali (-69%), i furti in genere (-67,4%), i furti in abitazione (-72,5%), i furti con destrezza (-75,8%) e le rapine in uffici postali (-73,7%). Calano inoltre – ma in modo meno marcato – le rapine (-54, 4%) e i reati connessi all’uso e allo spaccio di stupefacenti (-46%).

E’ il caso di rimarcare che nel periodo in esame, in confronto all’anno precedente, i maltrattamenti in famiglia segnano una flessione inferiore rispetto ad altri reati (-43,6%). Un dato probabilmente influenzato da una diminuzione delle denunce: per chi è costretto a convivere con “l’orco” 24 ore su 24 ricorrere all’aiuto delle forze dell’ordine è senz’altro più difficile. Stesso discorso per i furti e le rapine, il cui decremento è meno significativo (-13,8% e -24,6%) rispetto ad altri reati predatori.

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EDS