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Coronavirus, vaccino novità: “Pronto entro il prossimo autunno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:03
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Pronto entro il prossimo autunno il vaccino contro il Coronavirus prodotto da Moderna: novità dall’azienda biotech che ha avviato i test.

Coronavirus Italia
Situazione Coronavirus Italia molto difficile FOTO viagginews

Il vaccino per il Coronavirus potrebbe essere pronto entro il prossimo autunno. Lo rivela in un’intervista al settimanale L’Espresso Andrea Carfi, lo scienziato emiliano a capo della ricerca sulle malattie infettive dell’azienda biotech che lo sta testando.

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La società ha sede a Cambridge, nel Massachusetts, e per prima ha sviluppato un vaccino sperimentale contro il Coronavirus. I tempi dunque sembrano essersi accorciati, ma è ancora presto per avere un quadro delineato.

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L’iter per completare il vaccino contro il Coronavirus

(MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Il team di ricerca sulle malattie infettive di Moderna, l’azienda statunitense, in 42 giorni ha messo a punto il vaccino e lo ha inviato al National Institute of Health, l’equivalente americano dell’Istituto Superiore di Sanità. Da quanto si apprende, si stanno bruciando le tappe: già conclusi gli studi preclinici, poi gli esperimenti sui topi e in ultima istanza il 16 marzo è partita la fase 1 della sperimentazione sull’uomo del vaccino RNA. Il percorso potrebbe – stando a queste tempistiche – completarsi entro l’autunno.

Intanto, sono stati arruolati 45 volontari, adulti in buona salute, a cui è stato somministrato per via intramuscolare il vaccino. Andrea Carfi, italiano di nascita e americano d’adozione, si occupa di virus dai tempi del suo post-dottorato al Children’s Hospital di Boston. Laureato in chimica a Pavia, si è dottorato a Grenoble: da undici anni vive a Cambridge. In autunno, però, il vaccino potrebbe essere pronto per medici, infermieri e gli operatori sanitari. Entro la fine del 2021, la produzione su larga scala. Lo scienziato sottolinea: “Si sta lavorando su diversi fronti, incluso quella della produzione del vaccino in larga scala, parliamo di milioni di dosi da produrre e somministrare, dopo l’approvazione definitiva”.