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Zuckerberg, allarme WhatsApp: “I server rischiano di fondersi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:59
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Il numero uno di Facebook ha lanciato un allarme alla compagnia: a causa del Coronavirus il traffico su WhatsApp è aumentato a dismisura e rischia di far fondere i server.

Zuckerberg ha deciso, Instagram e WhatsApp cambiano nome
(Getty Images)

Costretti a casa dal diffondersi della pandemia di Coronavirus, i cittadini italiani e quelli di altre nazioni hanno aumentato la propria presenza su WhatsApp. L’utile app di messaggistica instantanea, infatti, permette di rimanere in contatto con amici e parenti con i quali al momento non c’è modo di vedersi. Ai classici gruppi, in cui si inviano messaggi, foto e video, si sono aggiunte numerose chiamate e videochiamate. Proprio questo incremento esponenziale del traffico dati, rischia di far collassare i server di Menlo Park.

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A segnalare il possibile crack dei server di WhatsApp, e dunque di quelli Facebook e Instagram, è stato il numero uno della società Mark Zuckerberg. Proprio il fondatore della compagnia ha sottolineato come il traffico dati di questi giorni supera quello che si registra solitamente nella notte di San Silvestro. Una mole di dati che per il momento è sotto controllo, ma che non lo sarebbe più se altre nazioni adottassero un lockdown totale come quello applicato dall’Italia.

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WhatsApp rischia il collasso se la pandemia dovesse diffondersi ulteriormente

Zuckerberg precisa che allo stato attuale delle cose non si corre il rischio di assistere ad un collasso del sistema. Il pericolo diventerebbe concreto qualora il contagio dovesse aumentare: “Per il momento non ci troviamo ancora di fronte a una massiccia epidemia nella maggior parte dei Paesi del mondo. Ma se ciò accadrà, allora dovremo davvero assicurarci di esserne all’altezza dal punto di vista delle infrastrutture”.

La preoccupazione del numero uno di Facebook è legata alla possibilità, purtroppo concreta, che la pandemia di Coronavirus si estenda al punto da costringere anche altre nazioni a mettere in quarantena i cittadini. In quel caso la compagnia dev’essere pronta a rafforzare le infrastrutture per evitare di lasciare miliardi di utenti senza le app di uso quotidiano.