Eredità Alberto Sordi, la verità sulla sorella Aurelia – VIDEO

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La verità sull’eredità di Alberto Sordi: secondo i giudici non vi fu alcun raggiro ai danni di Aurelia Sordi, la sorella dell’attore, morta nel 2014.

Secondo i giudici non vi fu alcun raggiro ai danni di Aurelia Sordi, la sorella dell’attore, morta la notte tra l’11 ed il 12 ottobre del 2014: questa la verità processuale sull’eredità di Alberto Sordi.

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Gli imputati nel febbraio 2019 vennero tutti assolti. L’accusa era di circonvenzione di incapace nei confronti dell’anziana, “persona della quale era a loro noto lo stato di infermità e deficienza psichica”. Il presunto raggiro aveva un valore di 2,3 milioni di euro

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(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

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Alberto Sordi: la sorella Aurelia fu raggirata?

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Secondo l’accusa emersa negli anni, il raggiro sarebbero stato messo in piedi dall’autista di fiducia Arturo Artadi, dal notaio Gabriele Sciumbata e dall’avvocato Francesca Piccolella. Con loro anche sei complici. Il pm Eugenio Albamonte aveva chiesto la condanna a 4 anni per il notaio Gabriele Sciumbata e per l’avvocato Francesca Piccolella, 3 anni e 5 mesi per l’autista Arturo Artadi che è stato a servizio sia dell’attore che della sorella, 2 anni per l’avvocato Carlo Farina.

Invece la sentenza del giudice Maria Elena Mastrojanni della settima sezione penale assolveva tutti, non senza polemiche. Il processo prese il via dalla denuncia presentata da una banca che aveva notato movimenti sospetti sui conti correnti appartenenti ad Aurelia Sordi. Dopo la sentenza, l’avvocato Andrea Maria Azzaro, parte civile della famiglia Sordi, spiegò di accettare la sentenza, ma “un conto però sono le donazioni ai domestici, un conto è l’impugnativa del testamento. La partita al tribunale civile è ancora da giocare”.