Home News Coronavirus, uno studio rivela: “Almeno 40 mutazioni del virus”

Coronavirus, uno studio rivela: “Almeno 40 mutazioni del virus”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:07
CONDIVIDI

Uno studio sul Coronavirus realizzato da un gruppo di scienziati islandesi rivela: “Almeno 40 mutazioni del virus, rilevate anche da Italia”.

Coronavirus farmaco
(Getty Images)

Un gruppo di scienziati islandesi afferma di aver trovato quaranta mutazioni del Coronavirus e ammettono che sette casi possono essere ricondotti a “una partita di calcio in Inghilterra”.

Leggi anche –> Coronavirus, governo: “Misure restrittive fino a fine luglio” – VIDEO

I ricercatori hanno sequenziato il genoma del virus per cercare mutazioni. Ne hanno trovati 40 che potrebbero essere rintracciati in tre diversi paesi: Austria, Italia e Inghilterra. La notizia è riportata dal Daily Mail.

Leggi anche –> Coronavirus, in Lombardia altra giornata “a crescita limitata”

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

40 mutazioni del Coronavirus: cosa ci dice lo studio islandese

(VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)

Le mutazioni sono state scoperte analizzando i tamponi dei pazienti COVID-19 in Islanda, dove finora sono stati segnalati quasi 600 casi. Usando il sequenziamento genetico, i ricercatori hanno identificato quante mutazioni si erano accumulate il virus. Queste varianti genetiche possono fungere da impronte digitali del virus per indicare da dove nel mondo ha avuto origine. Gli scienziati islandesi sono stati in grado di risalire al Coronavirus in tre paesi europei – Austria, Italia – l’epicentro dell’epidemia – e in Inghilterra.

I virus accumulano mutazioni man mano che si evolvono, il che può o meno indurli a comportarsi in modi diversi. Gli scienziati ritengono che l’infezione si sia nascosta negli animali per anni, forse addirittura decenni, prima che acquisisse la capacità di “spostarsi” negli uomini. Le autorità sanitarie islandesi, insieme alla società di genetica DeCode Genetics, hanno testato 9.768 persone. Tra queste, positive al virus, persone con sintomi o quelle in gruppi ad alto rischio. Circa 5.000 volontari che non presentavano alcun sintomo si sono fatti avanti per unirsi allo studio, 48 dei quali sono risultati positivi. Inoltre, è emerso che chi proveniva dall’Austria aveva una mutazione del virus differente rispetto a chi veniva dall’Italia. La dottoressa Kári Stefánsson, direttore di DeCode Genetics evidenzia: “È stato scoperto che una persona portava due varianti del coronavirus”. 40 in tutto le mutazioni e “c’è un terzo tipo di virus trovato nelle persone infette in Inghilterra. Sette persone avevano partecipato a una partita di calcio in Inghilterra”.

vaccino Coronavirus