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Coronavirus Italia | sequestro ingente di respiratori ad Ancona

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:41
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Nell’ambito delle notizie che riguardano il Coronavirus Italia, giunge notizia di un maxi sequestro di macchinari adibiti alla respirazione artificiale.

Coronavirus Italia
Coronavirus Italia sequestro di respiratori artificiali FOTO viagginews

Numerosi respiratori destinati a diverse strutture ospedaliere delle Marche e di altre regioni hanno subito un provvedimento di sequestro.

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A svolgere l’importante operazione la Guardia di Finanza di Ancona, coadiuvata dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Il sequestro rappresenta una delle tante operazioni previste nello specifico piano di controlli studiato dalla Protezione Civile per portare all’emergere di eventuali irregolarità nella commercializzazione di dispositivi medici. I finanzieri hanno posto i sigilli su ben 1840 macchinari adibiti a svolgimento della respirazione assistita.  Da quanto si apprende, invece di finire nelle strutture italiane, i macchinari sottoposti a sequestro erano pronti ad essere smerciati invece all’estero.

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Coronavirus Italia, le strumentazioni erano dirette in Grecia

Il tutto era stipato su di un traghetto pronto a salpare alla volta della Grecia, all’interno di un camion. Il responsabile del mezzo pesante aveva già svolto i controlli necessari richiesti prima di ogni partenza, ed era pronti ad imboccare il portellone di ingresso del traghetto. Ma sulla documentazione commerciale qualcosa non quadrava. Il camion è stato così bloccato e sottoposto ad approfondita ispezione. Ben presto è emerso l’illecito, con l’individuazione della importante strumentazione impiegata nei reparti di terapia intensiva. C’è però una ordinanza da parte del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n.639 del 25 febbraio 2020 che vieta la cessione al di fuori del territorio italiano di dispositivi vitali e di protezione individuale. Nel novero sono inclusi anche i respiratori per la ventilazione meccanica. Ora tutto quanto sequestrato verrà preso in consegna dalla Protezione Civile e distribuito negli ospedali italiani che più ne necessitano.

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